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Taiwan terreno di sfida fra USA e Cina: Mike Pompeo in visita a marzo

È prevista per la prima settimana di marzo la visita a Taiwan di Mike Pompeo, segretario di Stato americano sotto l’amministrazione Trump, che nel corso del suo incarico aveva sempre avuto un atteggiamento critico e deciso verso la Repubblica Popolare Cinese e sostenuto l’adesione dell’ex Formosa alle principali organizzazioni internazionali. Arriverà su invito del Prospect Foundation, think tank indipendente con sede nella capitale Taipei City. Come annunciato dal Ministero degli Esteri taiwanese, Pompeo, che un anno fa è stato messo da Pechino nell’elenco dei sanzionati, incontrerà la presidente Tsai Ing-wen e personalità del business dell’isola, tra cui i top manager della Taiwan Semiconductor Manufacturing Co. (TSMC) e dell’azienda statale China Steel Corp. Ad accompagnare Pompeo vi sarà Miles Yu, il consigliere di politica cinese con cui collaborava durante la presidenza Trump.

Secondo Vincent Chao, membro del Partito Progressista Democratico ed ex direttore politico del TECRO, l’ufficio di rappresentanza economica e culturale di Taipei negli Stati Uniti, vi sono tre punti dai quali Taiwan potrà beneficiare della visita di Pompeo. Anzitutto vi sarebbe la prospettiva di normalizzare le relazioni  fra i due Paesi, perché il viaggio di Pompeo costituisce un importantissimo precedente per i futuri viaggi di altri funzionari americani di alto livello e mostra come sia possibile mantenere intatta l’amicizia fra USA e Taiwan a dispetto delle minacce cinesi. Inoltre l’idea della partecipazione di Taiwan ai consessi internazionali potrebbe diventare uno degli interessi primari della politica americana: Pechino, infatti, sta cercando di portare uno ad uno dalla propria parte gli alleati asiatici di Taiwan, ma da Washington è arrivato il messaggio che tagliare le relazioni con Taipei significherebbe mettere a rischio anche quelle con l’America. Infine all’orizzonte si delinea un allentamento nelle restrizioni che gli Stati Uniti si sono imposti nella cooperazione con Taiwan per non indispettire troppo la Cina; d’ora in poi, forse, sarà più semplice interagire a livello diplomatico e commerciale, compresa la vendita di armi.

Ad essere molto interessati ai buoni rapporti con Taiwan sono certamente i fornitori di materiali semiconduttori di Giappone e Germania, che stanno cercando di espandere la collaborazione con la TSMC (Taiwan Semiconductor Manufacturing Company) per rinforzare la loro posizione vantaggiosa nel settore. E sono tra l’altro le tensioni internazionali, specialmente quelle in Europa Orientale, a spingere tedeschi e giapponesi a consolidarsi maggiormente a Taiwan per compensare il rischio di interruzioni nell’approvvigionamento delle materie prime, molte delle quali arrivano proprio dall’Ucraina e dalla Federazione Russa. La giapponese Adeka investirà 21 milioni di dollari per costruire un nuovo impianto di produzione, mentre i tedeschi del Merck Group spalmeranno nei prossimi 5/7 anni ben 612 milioni di dollari per allargare il lavoro sull’isola.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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