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Prosegue la repressione feroce e sanguinosa dei golpisti in Sudan

Le forze di sicurezza sudanesi sono intervenute lanciando lacrimogeni nei pressi del palazzo presidenziale a Khartoum per disperdere una delle manifestazioni in corso in tutto il Paese contro il potere militare pochi giorni dopo le dimissioni del primo ministro Abdallah Hamdok

In totale sono state registrate tre nuove vittime nella repressione delle proteste anti-golpe militare svoltesi oggi in Sudan: il Comitato centrale dei medici del Paese ha segnalato su Facebook “un terzo martire“, per ora non identificato, “colpito al petto dalle forze del colpo di Stato” mentre partecipava a un corteo a Bahri, una città che costituisce la periferia nord della capitale Khartum. Sale dunque a 60 il “il numero di martiri abbattuti dalla macchina golpista“, stima il sindacato.

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