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Najla al-Mangoush, ministro degli Esteri libico, sospeso per indagini. Governo però la sollecita a continuare a lavorare verso le elezioni

Najla al-Mangoush è stata sospesa dalle sue funzioni di ministro degli Esteri dal Consiglio presidenziale libico, guidato da Mohammed Younis Al-Menfi. La decisione presidenziale, richiamando varie norme costituzionali e legislative spiega come il provvedimento sia stato assunto in via precauzionale nell’ambito dell’investigazione circa violazione amministrative che le sono attribuite, rappresentate dal suo monopolizzare l’agenda di politica estera della Libia senza coordinamento con il Consiglio Presidenziale. Oltre la sospensione le è stato anche imposto il divieto di espatrio fino al termine delle indagini.

L’articolo 3 della stessa decisione aggiunge che verrà formata una commissione investigativa, guidata dal Vice-Presidente Abdullah Hussein Al-Lafi e dai membri Adel Muhammad Sultan ed Ahmed Jumaa Aqoub, la quale dovrà presentare i risultati delle indagini entro quattordici giorni dalla stessa decisione. Sebbene la decisione faccia riferimento a “violazioni amministrative” e “monopolio delle politiche estere” è opportuno guardare a ciò che è accaduto negli ultimi giorni e in particolare alle dichiarazioni rilasciate proprio il giorno prima da Al-Mangoush, circa la disponibilità del suo Paese a cooperare con gli Stati Uniti d’America in materia di consegna dell’ex ufficiale dei servizi segreti libici, Abdel Basset Al-Megrahi, sospettato di aver partecipato al massacro di Lockerbie nel 1988. Affermazioni che erano state condannate da alcuni partiti politici del Paese, accusando la ministra degli Esteri di “lavorare contro gli interessi della Libia”.

Sebbene il Governo di Unità Nazionale, rappresentato dal Primo Ministro Abdel-Hamid Al-Dbeibah, abbia rilasciato nella tarda serata di sabato una dichiarazione in difesa del lavoro della signora Al-Mangoush, si ribadiva anche  la necessità che tutte le autorità seguano le solide procedure amministrative specificate nella Dichiarazione costituzionale e nei suoi allegati e nell’Accordo politico libico firmato a Ginevra, e di stare alla larga da tutto ciò che potrebbe causare sovrapposizioni di poteri o ostacolare il lavoro del governo. In particolare tenendo conto del momento delicato che precede la preparazione di importanti legislazioni, in riferimento alle elezioni presidenziali e parlamentari in programma per il prossimo 24 dicembre.

Il Governo di Unità Nazionale ha inoltre invitato il ministro degli Esteri a continuare il suo lavoro con lo stesso ritmo, ribadendo il suo “apprezzamento” per tutti gli sforzi compiuti nell’espletamento delle sue funzioni come richiesto.

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