Ministro estone: rischiamo l’incolumità dei nostri cittadini pur di far passare i droni ucraini
Il Ministro degli Esteri estone ha rilasciato dichiarazioni sconcertanti su un tema che interessa da vicino diversi Paesi europei. Si tratta della caduta di droni ucraini sul loro territorio, cioè in testa agli abitanti delle Repubbliche baltiche della Finlandia. E anche di altri Stati, che sono membri UE e NATO, con tutte le implicazioni del caso.
Un prezzo accettabile
Il ministro Margus Tsahkna ha spiegato che gli incidenti coi droni ucraini sono un “prezzo accettabile” da pagare per continuare a combattere la Russia. Dunque Tallinn non solleva obiezioni al passaggio dei velivoli senza pilota lanciati da Kiev, pur con l’eventualità che cadano in testa ai suoi cittadini. Il problema però è leggermente più ampio, perché non riguarda solo i relativamente pochi abitanti dell’Estonia. Infatti è un Paese della NATO e ciò che vi accade può teoricamente riguardare pure gli altri membri. Negli ultimi mesi sono cadute decine di droni di Kiev sui Paesi suoi alleati, colpendo impianti, facendo evacuare villaggi e spaventando la popolazione. Talvolta vengono abbattuti dai caccia NATO che si levano in volo per intercettarli. Ma non precipitano solo a rottami, ma anche interi con la carica esplosiva ancora intatta.
In un’intervista al Financial Times, Tsahkna attribuisce gli incidenti senza dubbio alcuno all’intervento dei russi, che coi loro strumenti di guerra elettronica interferiscono con il volo dei droni e li fanno cadere prima che entrino nella Federazione Russa. Li mandano cioè fuori rotta, solitamente facendoli schiantare sui Paesi che si affacciano sul Baltico. Tsahkna precisa di “non essere felice” che questo accada, “ma non chiediamo all’Ucraina di smettere”, purché prosegua coi lanci in profondità verso le raffinerie, le fabbriche e le infrastrutture, danneggiando così l’economia e la società russa.
Non trattiamo!
Né l’Estonia né tanto meno la NATO sono ufficialmente in guerra con la Russia. Lasciando aperti i corridoi aerei agli UAV ucraini, però, Tallinn consente di fatto a Kiev di compiere le sue operazioni belliche. Secondo il ministro, l’accusa rivolta dal Cremlino di complicità con l’Ucraina è “ridicola”. Tsahkna dice che Mosca è molto preoccupata per i danni che sta subendo e ha così cambiato tono, non sembrando più tanto ottimista. E allora è il caso di continuare così, dice, e di non disturbare gli ucraini nelle operazioni che sfruttano lo spazio aereo NATO. Secondo Tsahkna non bisogna aspettarsi che i russi vogliano davvero intavolare dei negoziati di pace. Anzi è meglio che l’Europa non si proponga come mediatrice, perché ciò andrebbe a vantaggio di Mosca, a causa di quelli che lui definisce come simpatizzanti di Mosca che chiedono di allentare la pressione sulla Russia per poter trattare con essa.
Accordo Estonia-Ucraina
A pensar male si fa peccato, ma… chissà se il prezzo che secondo il ministro vale la pena pagare per consentire gli attacchi di Kiev, cioè i rischi all’incolumità dei cittadini in una guerra in cui non sono coinvolti e probabilmente non vogliono farsi coinvolgere, non derivi altresì da certi progetti di cooperazione economica e militare. Ad esempio la partnership appena siglata con Kiev sulla cooperazione nei sistemi senza pilota e in altre innovazioni nel campo militare. Il premier estone Kristen Michal ha firmato l’accordo con Zelensky, con cui Tallinn acquisterà i droni dall’Ucraina facilitando il suo accesso a tecnologie che sono soggette a restrizioni di esportazione. Potranno inoltre essere create in entrambi i Paesi delle imprese congiunte per la produzione di determinate tecnologie sensibili nella sfera della difesa.

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