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Londra potrebbe imporre il controllo diretto sulle Isole Vergini Britanniche

Le Isole Vergini Britanniche sono ancora in attesa della decisione del Regno Unito che determinerà il loro destino per i prossimi due anni. Dopo lo scandalo dell’arresto per riciclaggio e traffico di droga del premier Andrew Fahie e il conseguente terremoto politico nell’arcipelago, il nuovo governo di unità nazionale aveva inviato il 13 maggio una proposta di riforme per evitare lo scioglimento del Parlamento e il controllo diretto da parte di Londra. Il nuovo primo ministro Natalio “Sowande” Wheatley contava su una risposta nel giro di qualche giorno, ma per il momento tutto ciò che sa è che i funzionari britannici stanno valutando la proposta, la quale tuttavia non è stata resa pubblica. Tra le prime azioni intraprese dal governo bipartisan vi sono le modifice relative all’Autorità portuale, la cui direttrice Oleanvine Maynard è tuttora detenuta negli Stati Uniti nell’ambito del medesimo procedimento contro Fahie, ed è in attesa di comparire davanti alla Corte distrettuale della Florida. Sono previsti altri cambiamenti per soddisfare le richieste più pressanti della commissione di inchiesta, la quale ha raccomandato lo scioglimento del Parlamento per due anni dopo aver constatato che i principi di buon governo quali l’apertura, la trasparenza e persino lo Stato di diritto sono ignorati quasi dappertutto in questo “territorio d’oltremare” della Gran Bretagna. La possibilità di passare nuovamente sotto il controllo diretto di Londra viene vista nelle isole caraibiche come un colonialismo mascherato: i politici locali l’hanno definita una proposta “fondamentalmente non democratica”, “retrograda”, “sconsiderata” e “ridicola”.

Non è la prima volta che l’ex premier Fahie affronta guai giudiziari. Vent’anni fa era stato soggetto insieme alla moglie a un’indagine su una frode legata alla costruzione del principale aeroporto del Paese, il Terrance B. Lettsome International Airport, situato sull’isola di Beef. Le accuse non vennero formalizzate, ma le ricerche svelarono uno schema di passaggio del denaro verso gli Stati Uniti tramite bonifici e consegna con voli privati, che potrebbe venire utilizzato ancora oggi. Fahie si è sempre dichiarato innocente, descrivendo le accuse come un tentativo di distruggerlo politicamente. Il settore dei servizi finanziari dell’arcipelago si è comunque affrettato a prendere le distanze dalle vicende di Fahie, arrestato a Miami il 29 aprile. Le Isole Vergini Britanniche sono note non solamente come meta turistica, ma anche come paradiso fiscale, e ora temono ripercussioni su questo fiorente segmento della loro economia. Il governatore John Rankin ha dichiarato che la commissione di inchiesta, che ha evidenziato la corruzione diffusa nel Paese, non consisteva in “un’investigazione nella sfera dei servizi finanziari delle Isole”, mentre anche la BVI Finance ha chiesto di non confondere i loro servizi con questo clamoroso caso giudiziario e ha sottolineato come sia “operativamente indipendente” dalle questioni politiche. Negli ultimi tempi, infatti, il settore dell’offshore dell’arcipelago era salito agli onori della cronaca per lo scandalo dei Pandora Papers, da cui è emerso che migliaia di società ivi registrate risalgono a personaggi pubblici di tutto il mondo sospettati di corruzione e malgoverno.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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