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Litio: uno sguardo alla geopolitica del metallo del futuro

Il litio, metallo indispensabile alle tecnologie moderne, è uno dei tasselli meno noti che aiutano a capire le mosse dei governi sullo scacchiere mondiale. Riportiamo l’analisi di Vladimir Malyshev, che spiega alcuni retroscena riguardanti soprattutto Russia e Stati Uniti.

In Spagna è in corso una lotta politica e sociale a causa del litio: nella valle di Valdeflores è stato infatti rinvenuto un giacimento che si presume essere uno dei più grandi d’Europa, e a gestirlo sarà la multinazionale australiana Infinity Lithium, ma per il momento il progetto è stato bloccato a causa delle proteste degli abitanti del luogo. Metallo molto leggero e piuttosto raro, avente spiccate caratteristiche di plasticità, il litio è chiamato il metallo del futuro. Viene utilizzato nell’energia nucleare come sorgente di trizio, viene impiegato per fabbricare le batterie dei telefoni cellulari (ed è qui che viene usato in misura maggiore), nell’aviazione e nell’aerospaziale, nella produzione di materiali laser, in medicina, nell’industria metallurgica e in vari altri settori. Le riserve mondiali complessive superano di poco le 50 milioni di tonnellate, di cui 10 sono in Argentina, 9 in Bolivia, 8,5 in Cile, 7 in Cina, 6,5 negli Stati Uniti e 5 in Australia. Per questo metallo la Russia, invece, dipende dalle importazioni. Nel 2019 il volume degli acquisti russi ammontava a 61 tonnellate, di cui 41 arrivavano dal Cile, 14 dall’Argentina e 6 dalla Cina. Tuttavia, come recentemente annunciato al Consiglio della Federazione, il Cile e l’Argentina hanno interrotto le forniture per Mosca.

Certo, per ottenere il litio l’industria russa potrebbe rivolgersi anche ad altre fonti. Volete sapere perché siamo ancora fermi lì in Afghanistan? chiese una volta il politico americano Jesse Ventura nel programma “Piers Morgan Tonight”, spiegando le ragioni dell’invasione USA. Diede poi questa riposta: Siamo andati laggiù per avere il litio, per continuare a vivere come siamo abituati a fare… E adesso raccontatemi pure la favola che siamo andati a regalare al mondo la democrazia… In Afghanistan si trovano effettivamente grandi disponibilità di litio. Nel 2014 la società americana Centar American iniziò delle ricerche geologiche nella provincia di Ghazni, nel sud-est del Paese. Il mandato per condurre le espolorazioni le era stato affidato dalla TFBSO o Task Force for Business Stability Operations, sezione operativa inserita nella struttura del Pentagono. La TFBSO aveva calcolato il valore delle riserve di litio afghano nell’ordine dei 60 miliardi di dollari. Dopo l’ultimo ritiro dell’esercito americano, il candidato principale allo sfruttamento delle risorse minerarie dell’Afghanistan è diventato la Cina. E anche la Russia sta approntando una forma di collaborazione con il nuovo governo afghano. Vi sono grosse riserve pure in Ucraina, dove sono stati già individuati tre giacimenti contenenti una massa del prezioso componente che dovrebbe essere pari a 5 milioni di tonnellate. Si tratta del giacimento di Polokhovskoe presso Kirovograd, quello di Shevchenkovskoe nella regione di Donetsk e la miniera di Krutaya Balka nella regione di Zaporizhzhia. Krutaya Balka si trova fra Mariupol e Berdyansk, mentre il giacimento di Shevchenkovskoe a una decina di chilometri da Vuhledar (che a sua volta è a 57 chilometri a sud-ovest di Donetsk). Nel 2017 questi giacimenti furono concessi per 20 anni a personaggi legati a Petro Poroshenko. E il litio ucraino interessa anche alla famiglia Biden, cioè al figlio Hunter e al padre Joseph Sleepy Joe.

La Russia ha le sue riserve di litio, valutate in 5 milioni di tonnellate, ma il problema è che non sono mai state sfruttate adeguatamente perché si è sempre preferito acquistare dall’estero questo materiale di importanza cruciale. Eppure sarebbero almeno le tre aziende russe in grado di avviare immediatamente la lavorazione industriale del litio e dei suoi compositi: si tratta delle fabbriche di Krasnoyarsk, di Novosibirsk e della regione di Tula. Un gruppo di filoni si trova nella regione di Murmansk, mentre è stato individuato del litio anche ai margini del giacimento di gas naturale di Kovykta, nella Siberia orientale. L’estrazione, però, rimane estremamente ridotta. Solo a ottobre 2021 il direttore ad interim dell’Agenzia federale per lo sfruttamento del sottosuolo Evgeny Petrov ha promesso che saranno concesse licenze su 17 lotti contenenti riserve di litio; ed oltre alla Siberia Orientale, un altro giacimento notevole sta nella regione di Murmansk. Come riferito dal settimanale economico-finanziario Expert, le prospettive della Russia di non dover più dipendere da qualcuno per il litio sono piuttosto buone.

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