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Australia: attacchi cardiaci e crisi delle ambulanze infiammano l’opinione pubblica

Nella vivace campagna elettorale che sta portando l’Australia alle elezioni politiche del 21 maggio, uno degli argomenti più scottanti è la sanità. A preoccupare gli elettori sono i tempi di attesa per l’accettazione dei pazienti portati in ospedale in ambulanza: il fenomeno è giunto all’attenzione del pubblico lo scorso autunno e se ne è vista la diffusione sempre maggiore sul territorio nazionale. Qualche giorno fa, il governo dello Stato del Queensland su richiesta dell’opposizione ha divulgato i dati degli ospedali di Brisbane, che mostrano un netto peggiormento della situazione a partire da dicembre: in cinque cliniche, fino al 56% dei pazienti è dovuto restare in ambulanza per più di trenta minuti prima di essere ricoverato. David Crisafulli, leader dei Liberali all’opposizione, ha riferito che i cittadini hanno visto coi loro occhi le lunghe code di ambulanze ai cancelli e si parla di attese durate per ore. Dai numeri appena usciti emerge che il Queensland ha superato l’Australia Meridionale nella classifica della crisi sanitaria. Secondo le autorità, la colpa è in parte da attribuire ai costi crescenti delle assicurazioni private e ai tagli all’assistenza sanitaria pubblica; i dottori danno la precedenza ai malati più gravi, indipendentemente dal mezzo con cui arrivano. E a rendere tragica la situazione è l’aumento dei casi di persone con disturbi psicologici: ogni giorno la polizia del Queensland riceve fino a 140 chiamate di persone che minacciano il suicidio, un dato che negli ultimi 6 anni è salito del 58%. I poliziotti che intervengono in soccorso dei disperati devono poi accompagnarli in ospedale per far verificare il loro stato mentale, restando quindi essi stessi coinvolti nelle lunghe attese e non potendo così svolgere il loro servizio richiesto altrove. Il vicepremier Steven Miles ha ammesso che i casi sempre più frequenti di instabilità mentale stanno rendendo difficile il lavoro di infermieri e poliziotti e stanno mettendo sotto pressione esorbitante tutto il sistema sanitario. 

Ad essere particolarmente colpiti sono anche il Victoria, il Nuovo Galles del Sud e l’Australia Occidentale. In quest’ultimo Stato la crisi ha raggiunto il picco lo scorso agosto, ma a marzo è tornata a livelli preoccupanti, fino a scoppiare con un decesso che ha scioccato l’opinione pubblica: il governo locale ha commissionato un’inchiesta indipendente sul caso di una donna morta presumibilmente a causa di un attacco cardiaco mentre era sull’ambulanza da tre ore. Il ministro della Sanità Amber-Jade Sanderson ha promesso che il caso verrà investigato approfonditamente, ma dall’opposizione ricordano che i guai erano iniziati già prima della pandemia. Mark Duncan-Smith, presidente dell’Australian Medical Association WA, ha dichiarato che le attese sull’ambulanza sono aumentate del 500% dal 2017, anno in cui è entrato in carica l’attuale premier Mark McGowan; dunque esclude che si tratti di un problema derivante dagli effetti del COVID-19, ma piuttosto è la stata la mancanza di impegno del governo e il budget troppo scarso che ha destinato alla salute pubblica. La questione viene inevitabilmente collegata ai casi recenti di personaggi famosi deceduti per attacco cardiaco: l’ultima è stata la senatrice Kimberley Kitching, e prima di lei a marzo i giocatori di cricket Shane Warne e Rod Marsh, mentre altri due sportivi sono riusciti a sopravvivere all’infarto, l’ex calciatore Dean Wallis e l’ex crickettista Ryan Campbell.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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