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Libia volta pagina: liberato Saadi Gheddafi, Misurata consegnerà alla tribù Ghedadfa la salma di Muammar e suo figlio Mutassim

Lunedì, il presidente del Consiglio presidenziale della Libia, Mohammad Al-Manfi, ha annunciato ufficialmente l’avvio del progetto di riconciliazione nazionale. Si è congratulato con il popolo libico, lodando tutti gli sforzi compiuti per la liberazione dei prigionieri politici, quattordici ufficiali del precedente sistema Gheddafi che erano stati assolti o le cui condizioni di salute non sono compatibili con la detenzione. Il capo del Consiglio di Presidenza ha sottolineato che tali decisioni non sarebbero state prese, se non fosse stato per il reale e serio desiderio del popolo libico di voltare le pagine dolorose del passato, superare le divergenze, rinunciare alle divisioni, fermare lo spargimento di sangue e porre fine alla loro sofferenza. Il desiderio espresso a gran voce anche da Misurata, dove anche gli islamisti stanno adottando un approccio più morbido rispetto al passato, prendendo atto della richiesta inequivocabile di costruire una Libia, unita e una soltanto, per tutti. Al-Manfi ha invitato i libici a stringersi intorno alla patria e costruire uno stato di cittadinanza e di diritto, a lavorare insieme per costruire un’unica patria, per la quale sventola la bandiera della pace.

Tra i prigionieri rilasciati ieri, spicca il nome di Saadi Gheddafi, figlio del colonnello Muammar Gheddafi, detenuto a Tripoli dal 2014. Secondo media locali, Saadi è stato scarcerato in esecuzione di un ordine del tribunale del ministero della Giustizia. Il figlio dell’ex leader della Jamahiriya ha già lasciato il proprio Paese con un volo speciale diretto ad Istanbul dall’aeroporto di Mitiga. L’ufficio del procuratore generale ha affermato che il figlio di Gheddafi è stato rilasciato su raccomandazione del procuratore dopo che nel 2018 la Corte d’Appello di Tripoli lo aveva sollevato da tutte le accuse nel caso dell’omicidio di un ex allenatore della squadra di calcio Al-Ittihad, Bachir Rayani, avvenuto nel 2005. Saadi Gheddafi, 47 anni, è arrivato in Libia dal Niger il 6 marzo 2014 e catturato dai gruppi armati nella capitale insieme al capo dell’intelligence di suo padre Abdullah al Mansour.

 Nell’agosto del 2015 le Nazioni Unite e i gruppi attivi nella difesa dei diritti umani si erano sollevati contro il Governo libico, in seguito alla diffusione online di video in cui si Saadi veniva torturato dai suoi carcerieri. Dal 19 dicembre 2017 la famiglia aveva perso ogni contatto con lui, detenuto in isolamento senza la possibilità di vedere neanche il suo legale. Saadi, proprio come suo padre aveva un ottimo rapporto con l’Italia. Oltre ad aver ricoperto il ruolo di presidente della federazione calcistica libica e capitano della nazionale, è stato azionista di Juventus, Roma e Triestina tramite il Libyan Arab Foreign Investment Company e la Tamoil.

La liberazione dei prigionieri politici arriva in seguito ad un incontro tra l’ex ministro degli Interni Fathi Bashagha, i notabili di Misurata guidati da Muhammad al-Rajbi, e i rappresentanti della tribù Gadadfa da Sirte. Si tratta del secondo incontro a Misurata dal 2012, mentre nel 2019 il Consiglio tribale dei Gadadfa era stato ricevuto a Tripoli dallo stesso Bashagha, allora ministro. Durante l’incontro, Misurata ha anche promesso di svelare il luogo di sepoltura del colonnello Muammar Gheddafi e suo figlio Mutassim. Il comandante della Forza di Supporto nell’Operazione Vulcano di Rabbia, Nasser Ammar, ha confermato che Misurata ha deciso di consegnare i loro resti alla tribù Ghedadfa.

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Nata nelle Marche nel 1988. Giornalista pubblicista, vive a Tunisi dove sta studiando arabo mentre partecipa alle vicende libiche. Corrispondente per “Notizie Geopolitiche”, Tripoli è stata la sua prima esperienza come inviata di guerra. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratrice presso il quotidiano di approfondimento “L’Indro”. Ho commentato la crisi libica per diversi canali del Golfo (218 TV, Sky News Arabia, Libya’s Channel e Libya al-Hadath) ed italiani (TgCom24, SkyTg24, Uno mattina, Tg Rai, Radio Domani, Radio Anch’io, Radio in Blu). È autrice di “Speciale Libia”, una piattaforma dedicata al Paese nordafricano. Scrive di Medio Oriente e Nord Africa, dal terrorismo al lablabi.

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