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L’aumento della benzina preoccupa anche il Lussemburgo

Il rincaro sui carburanti, derivante dalla crisi russo-ucraina, si fa sentire anche nel Granducato del Lussemburgo. La scorsa settimana, non appena è stato dato l’annuncio dell’aumento del diesel di 18,5 centesimi, i benzinai sono stati presi d’assalto dagli automobilisti, desiderosi di riempire più taniche possibile finché il prezzo restava quello vecchio. Mike Schmitt, presidente della Federazione delle stazioni di servizio del Lussemburgo, descrive la situazione come “incredibile”, “quasi come se fossero in guerra” loro stessi, e dice di non aver mai visto nel Paese code di macchine tanto lunghe in attesa di fare il pieno. Anche il riscaldamento delle case subirà significativi aumenti del costo e la benzina prima o poi supererà i 2 euro al litro; a subirne maggiormente le conseguenze saranno i pendolari che fanno dai 30 ai 40 chilometri al giorno oltre a coloro che ricevono il salario minimo. Tuttavia, non crede che vi saranno interruzioni nella fornitura di combustibile o addirittura una sua carenza, anche se non esclude a priori questa eventualità. Secondo la visione comune, in circostanze simili a guadagnarci di più sarebbero i benzinai stessi: nello sfatare questa credenza, Schmitt afferma che è lo Stato a incassare maggiormente e che esso dovrebbe invece ridurre le accise per aiutare i cittadini a superare il momento difficile. Le stazioni di servizio mantengono sempre lo stesso margine di guadagno sui litri di benzina che pompano, mentre lo Stato ottiene grossi incassi dai prezzi aumentati: se l’odierna tendenza durasse a lungo, i benzinai potrebbero finire per vendere carburante in perdita. Dopo aver perso l’afflusso dei turisti da Belgio e Olanda a causa della pandemia, il rincaro non farà altro che tenerli lontani, perché molti di loro non saranno nemmeno in condizioni di potersi mettere una vacanza.

Non sembra avere fine la storia tormentata del nuovo edificio della Nordstad-Lycée (NOSL), la scuola del paese di Diekirch nel nord-est del Lussemburgo. Dal 2007 gli studenti sono costretti a fare lezioni dentro dei container, perché ragioni burocratiche impediscono la costruzione dei nuovi locali. Più di anno fa, la Camera dei Deputati aveva approvato lo stanziamento di 153 milioni di euro per l’edificazione a Erpeldange-sur-Sûre, piccola cittadina non lontana dalla sede principale della scuola. Purtroppo, però, non è stata ancora avviata la procedura di esproprio dei terreni che servono. Alla questione sollevata da un deputata, la risposta del ministro delle Finanze Yuriko Backes e di quello dei Lavori pubblici François Bausch è che esiste ancora la speranza di potersi mettere d’accordo con i proprietari del suolo, con i quali le trattative erano già fallite nel 2015. Se nemmeno un’offerta più alta ha potuto convincerli, allora il governo potrebbe ricorrere all’articolo 16 della Costituzione, che giustifica l’esproprio di terreni privati per motivi di pubblica utilità.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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