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La Mongolia vuole piantare 1 miliardo di alberi

La Mongolia vuole impegnarsi concretamente nella lotta contro la desertificazione e i cambiamenti climatici: è cominciata infatti la campagna nazionale “Un miliardo di alberi” lanciata dal presidente Ukhnaagiin Khürelsükh lo scorso 8 ottobre e che secondo le previsioni durerà fino al 2030, snodandosi in tre fasi a partire da quest’anno. Sono stati finora coinvolti diversi soggetti, tra cui aziende del settore minerario come la Erdenes Tavantolgoi, la Oyu Tolgoi e la Bold Tumur Eruu Gol, che hanno promesso di piantare più di 600 milioni di alberi seguendo le indicazioni del Ministero dell’Ambiente e del Turismo. Ora c’è anche il Ministero dell’Istruzione e della Scienza a guidare l’implementazione del progetto, impegnandosi a piantare 65 milioni di alberi e a unire gli sforzi delle organizzazioni del settore, dalle università agli istituti di ricerca, per aumentare il numero degli spazi verdi nelle aree urbane e per riforestare le zone aride. E alla Conferenza di Glasgow sul clima, il presidente mongolo ha confermato il pieno supporto del Paese agli sforzi per ridurre le emissioni di gas serra nel pieno adempimento degli impegni presi con l’Accordo di Parigi. La Mongolia intende diminuire le emissioni del 22,7% entro il 2030, grazie all’introduzione di nuove tecnologie e alla creazione di un sistema sostenibile di finanziamenti ecologici. La decisione è anche di spendere almeno l’1% del PIL annuo per mitigare gli effetti del cambiamento climatico e della desertificazione. E per sottolineare il contributo mongolo a questa istanza mondiale ha parlato del piano “Un miliardo di alberi”, che mira anche a ridurre la povertà e a proteggere la salute pubblica. Il 15 novembre il Ministero dell’Ambiente e del Turismo ha organizzato nella capitale Ulaanbaatar il Forum della Selvicoltura nazionale. Vi ha partecipato il premier Luvsannamsrai Oyun-Erdene, che ha inquadrato gli obiettivi di sviluppo green e la campagna di piantagione di alberi dentro il progetto a lungo termine denominato “Vision 2050”, mirato anche combattere il degrado del suolo e a proteggere le risorse idriche del Paese.

A latere della 41esima Conferenza generale dell’UNESCO a Parigi, il ministro della Cultura Chinbat Nomin ha incontrato il ministro degli Esteri italiano Luigi di Maio. Durante l’incontro si sono scambiati opinioni sulle questioni affrontate nella Conferenza e sulla strategia di medio termine dell’Organizzazione. Nomin ha inoltre espresso interesse per la collaborazione con l’Italia nel campo della riqualificazione del patrimonio culturale e per l’ottenimento di un aiuto a livello tecnologico: le parti hanno convenuto sul fatto che la cooperazione debba avvenire tra le rispettive università ed istituti specializzati. Di Maio ha invitato il ministro Nomin a visitare l’Italia

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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