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La Moldavia vuole lo sbocco sui mercati europei e la riapertura dei collegamenti verso la Russia

Negli ultimi mesi la Moldavia ha visto un’intensificarsi senza precedenti delle sue relazioni con i Paesi dell’Unione Europea, ma a Chișinău oggi serve ben altro che le visite cordiali dei politici occidentali: chiede che l’Europa le apra i mercati o che almeno le consenta nuovamente di portare le sue merci anche in Russia. Proponiamo un’analisi della situazione moldava da parte di Vladimir Solovev, inviato del Kommersant, il maggiore quotidiano politico-finanziario russo.

Chișinău continua a ricevere le visite di alti funzionari occidentali. L’ennesimo ospite è stato il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, che però non ha promesso alla Moldavia alcuna prospettiva europea: del resto dalla UE oggi questo Paese non si aspetta la promessa di essere accettato nell’Unione, ma piuttosto vorrebbe aiuti rapidi e concreti sotto forma dell’apertura dei mercati. Dallo scoppio delle ostilità in Ucraina, alla Moldavia è stata di fatto tolta la possibilità di esportare i suoi prodotti verso est. Dopo l’inizio delle operazioni belliche, la Moldavia ha cominciato ad essere oggetto di maggiori attenzioni da parte dei Paesi occidentali: certamente non a livello di quelle che ora concedono agli ucraini, ma è pure vero che prima Chișinău non era coccolata così tanto. Negli ultimi mesi vi sono giunti il Segretario di Stato americano Antony Blinken, il capo del Ministero degli Esteri tedesco Annalena Baerbock, il capo della diplomazia europea Josep Borrell, i presidenti di Romania, Polonia, Svizzera, Estonia e altri leader. Il 4 maggio, invece, è arrivato il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel.

L’intensificarsi dei contatti con l’Occidente sta avvenendo sullo sfondo di un silenzio di fatto con la Russia. L’ultimo fra i rappresentanti di alto livello della Federazione Russa ad aver effettuato una visita in Moldavia è stato Andrey Rudenko, vice ministro degli Esteri, che si era recato a Chișinău a metà febbraio. Ad oggi, i vertici della Repubblica di Moldavia si relazionano con la Russia solo tramite l’ambasciatore Andrey Vasnetsov, per esempio quando lo convocano al Ministero degli Esteri a seguito di un’affermazione ambigua di qualche funzionario russo: è successo quando il 22 aprile il vicecomandante del Distretto militare Centrale Rustam Minnekaev aveva dichiarato che l’obiettivo della seconda fase “dell’operazione militare speciale” è costituito anche dall’ottenimento per la Russia dell’accesso alla Transnistria.

A Chișinău, Charles Michel ha detto che l’Unione Europea continuerà a sostenere la Moldavia politicamente, economicamente e persino nell’ambito della difesa. Secondo quanto da lui dichiarato, la UE sarebbe pronta a rafforzare l’appoggio alla Repubblica moldava in tale direzione: Per il momento non parlerò in dettaglio di questa decisione. Per noi adesso è importante evitare un’escalation del conflitto, ha sottolineato Michel. Dopo queste parole, il Ministero degli Esteri moldavo si è affrettato a chiarire che gli aiuti militari promessi dalla UE a Chișinău non si riferiscono ad armi offensive, ma riguardano solamente la sfera “della logistica militare, della mobilità, dei comandi e della gestione, della cyberdifesa, del monitoraggio della situazione e dei collegamenti tattici”. Al tempo stesso, Michel non ha dato una risposta netta alla domanda sulle prospettive di adesione della Moldavia alla UE. Si tratta di una questione articolata. L’Unione Europea è una struttura complessa in cui vige il diritto di veto. L’importante è l’aver puntualizzato che cosa vogliamo in futuro. È assolutamente chiaro che l’allargamento della UE costituisce uno strumento politico per precisare la nostra visione del futuro dell’Europa. Sono sicuro che nei prossimi due mesi potremo dare un segnale su quale sarà il futuro dell’allargamento europeo, ha dichiarato Michel alla conferenza stampa congiunta con la presidente moldava Maia Sandu.

Ricordiamo che ad aprile Bruxelles aveva passato alle autorità moldave il formulario destinato a valutare quanto la Repubblica di Moldavia sia pronta ad ottenere lo status di Paese-candidato all’ingresso nella UE. Chișinău ha compilato la prima parte del documento, quella concernente le questioni politiche ed economiche, e ha consegnato le risposte alle autorità dell’Unione. Adesso il governo moldavo sta lavorando sulla seconda parte, composta da quasi duemila domande e destinata a mostrare quanto l’ordinamento giuridico moldavo sia conforme a quello europeo. Un funzionario statale moldavo ha riferito a Kommersant che tale questionario è già pronto per metà e che molto presto verrà inviato a Bruxelles. Tra l’altro, nelle conversazioni private gli stessi diplomatici moldavi riconoscono che la presentazione del modulo, che oltre alla Moldavia è stato dato anche a Ucraina e Georgia, è più che altro un atto simbolico teso a mostrare che l’Unione Europea non intende abbandonare questi tre Stati in questa situazione di una complessità senza precedenti. Nel frattempo Maia Sandu dice apertamente di sperare negli aiuti europei in altri ambiti che non riguardano necessariamente la politica, ma che sono estremamente importanti per il suo Paese. La presidente ha affermato che Chișinău conta sull’apertura del mercato europeo ai prodotti moldavi, compresi quelli agricoli: sia gli uni che gli altri, secondo la Sandu, non possono più essere smerciati sui mercati dell’est a causa della guerra. Inoltre ha chiesto di eliminare i dazi sui prodotti moldavi e di ampliare la nomenclatura delle merci ammesse sui mercati UE, perché ciò aiuterebbe moltissimo le imprese moldave. Inoltre ha chiesto a Michel che gli autotrasportatori moldavi, privata della possibilità di portare le merci verso oriente, ricevano l’autorizzazione a lavorare sul territorio dell’Unione Europea. Infine ha chiesto che gli operatori mobili moldavi siano inclusi nella rete di roaming europea. Qui in Moldavia abbiamo un proverbio: l’amico si vede nel momento del bisogno. L’Unione Europea è una vera amica del nostro Paese, con essa vi è un’amicizia confermata dal tempo, e siamo amici in molte sfere di cooperazione, ha detto rivolgendosi al capo del Consiglio Europeo.

I problemi con le consegne di prodotti moldavi (in particolare i problemi logistici) sono stati confermati a Kommersant da un diplomatico russo informato sulla situazione. Tutti le merci con destinazione “Russia” non escono, ha detto. Ciò riguarda sia i fornitori moldavi, sia quelli della Transnistria. Secondo lui la colpa è da attribuire alla UE: Manca la logistica per un motivo molto semplice, che la UE non fa passare i camion che devono andare in Russia. I camion semplicemente non vengono lasciati passare. Due operatori del settore vinicolo moldavo, che hanno chiesto di restare anonimi, hanno confermato a Kommersant le difficoltà logistiche: È stato tutto messo in pausa, perché non ci sono vie di passaggio. Prima i camion potevano attraversare l’Ucraina, ma adesso no, e per arrivare in Russia o in Bielorussia passando dalla Polonia ci sono code lunghissime, dice uno di due imprenditori. Il secondo ha confermato i problemi esistenti, facendo notare come alcune aziende riescano a trovare il modo di consegnare i loro prodotti vinicoli in Russia, ma si tratterebbe di volumi “non paragonabili a quelli di prima del conflitto”.

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Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E' direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E' stato direttore responsabile della rivista "Casa e Dintorni", responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos

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