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La Cappa di Veneziani. Una spietata critica all’ipocrisia e stanchezza del presente

La Cappa, l’ultima opera di Marcello Veneziani una delle menti più brillanti dell’attuale panorama culturale italiano, edito da Marsilio Editori, rappresenta una critica sferzante all’ipocrisia ed alla stanchezza di pensiero che contraddistinguono la nostra epoca. Attraverso una serie di esempi ed analisi, lo scrittore fa emergere il senso di oppressione ed uniformità che caratterizzano i tempi moderni, come se tante nuvole di diversa natura – ideologica, sanitaria, concezioni sulla vita –  si fossero improvvisamente addensate fino a compattarsi in una cappa che rende difficile respirare.

La cappa è eterea, ha contorni indefiniti, non è chiaro quando sia cominciata, come si sia sviluppata, quali ne siano stati e ne siano oggi i responsabili. “Elli avean cappe con cappucci bassi dinanzi a li occhi […] Di fuor dorate son, sì ch’elli abbaglia; ma dentro tutto piombo, e gravi tanto”. Citando Dante, l’autore paragona gli ipocriti del XXIII canto dell’Inferno all’uomo moderno. Il pensiero si è fatto conforme, abbiamo lasciato la società aperta per quella coperta. 

Tutto deve essere ridotto ai canoni del presente. Con la cancel culture, argomenta Veneziani, intere pagine vengono rimosse o forzatamente “attualizzate”. La nostra libertà è compressa dai lacci del politicamente corretto, che impone uniformità di pensiero e non consente di vedere e pensare criticamente il nostro tempo. In recenti dibattiti, Veneziani non ha mancato di fare passaggi sulla guerra in corso, sulla quale – afferma – è come se vi fosse una lettura univoca, come una sorta di giornale unico che da una lettura unica.

Nel libro, vengono passate impietosamente in rassegna tematiche tanto importanti quanto divisive: la questione demografica, l’offensiva contro la Natura, ragionamento molto distante da Greta Thunberg, il dibattito legato alle misure di contenimento della pandemia da covid19 o alle questioni LGBT, l’eutanasia, la religione, fino a Papa Bergoglio.

Può sembrare irriverente, si possono magari non condividere tutti i passaggi del libro, ma l’intento è esattamente questo: esercitare il pensiero critico e, quindi, ragionatamente dissentire. L’intera storia della filosofia occidentale è improntata all’interrogarsi: dal momento in cui l’essere umano ha iniziato a ragionare sistematicamente, ha cominciato a porsi domande ed indagare sulle risposte. Questo è l’approccio dei grandi pensatori, di Socrate, Platone, gli scettici, Cartesio o, in epoca più recente, Nietzsche, questo è il metodo seguito da tutti i filosofi e da tutti gli scienziati.

Veneziani scrive che “L’uomo abita cinque mondi: il presente, il passato, il futuro, il favoloso e l’eterno. Vive male se ne perde qualcuno, è folle se ne abita solo uno”: oggi non abbiamo più un presente, viviamo in un presente indefinito ed infinito; l’unico modo per pensare il presente è viverlo criticamente. Quali sono le soluzioni, quindi? In sede politica, ragiona Veneziani, puoi fare poco, nelle piazze ancora meno. Denunciare, pensare ed agire altrimenti, proporre alternative, criticare. “L’intelligenza è la spada che salva o almeno perfora la cappa asfissiante”.

Con La Cappa, quindi, viene presentato una sorta di manifesto che mette sotto le lenti della critica le forme del presente, invitandoci ad esercitare il pensiero critico, a riflettere, a ragionare, a dubitare. Laddove vi è pensiero, non può esservi uniformità.

Infografica – La scheda del libro “La Cappa” di Marcello Veneziani
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Nato a Milano nel 1980. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte come responsabile dell’Ufficio Legislativo di un Gruppo consiliare. Collaboratore parlamentare per circa un decennio, è stato responsabile della segreteria dell’Assessorato all’Ambiente, Difesa del Suolo e Protezione Civile della Regione Piemonte dal 2010 al 2014. E’ affascinato dai viaggi e dalla montagna, oltre che lettore appassionato di romanzi storici, manuali di filosofia e saggi di attualità.

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