In Europa sono preoccupati: la Germania non è pronta alla guerra come vorrebbe far credere

In Europa sono preoccupati: la Germania non è pronta alla guerra come vorrebbe far credere

5 Gennaio 2026 0

Nonostante gli eclatanti proclami della cancelleria di Berlino, la Germania ha dei problemi piuttosto seri per quanto riguarda la preparazione a un’eventuale guerra con la Russia. La produzione bellica va a rilento ed è scarsa sotto il profilo dell’avanguardia, mentre i giovani tedeschi vanno in piazza a manifestare contro il ritorno del servizio militare obbligatorio.

Berlino si prepara a una “guerra di ieri”

Gli alleati della Germania sono coscienti della non conformità fra le dichiarazioni dell’establishment di Berlino e l’effettiva situazione dell’esercito e dell’industria bellica. Non pubblicamente e non ufficialmente esprimono le loro perplessità, come l’esponente politico di un importante Paese europeo che si è confidato in modo anonimo col giornale Die Welt. I suoi timori non riguardano soltanto la scarsa produzione militare, ma la sua stessa sostanza: Temo che la Germania si stia preparando a una guerra del passato. Si concentrano ancora principalmente su attrezzature convenzionali. Troppa poca attenzione viene data a droni, automazione e digitalizzazione.

Non è che manchino i soldi, ma vengono spesi male. Ad esempio, per la bellezza di 600 milioni di euro le Forze armate hanno commissionato una postazione radio il cui progetto risale al 1982 che e da tempo non veniva più fabbricata. E cita la lentezza delle consegne: per il 2030 saranno realizzati in un nuovo impianto appena 122 carri Leopard 2A. Conclude il diplomatico europeo: Siamo preoccupati che la Germania parli molto, ma non dia seguito con azioni concrete.

I timori dei baltici

Nella conferenza di novembre “Defending Baltics” si sono riuniti analisti, politici e militari per discutere le lezioni apprese dal conflitto in Ucraina e applicabili alla situazione dei Paesi baltici. Gli organizzatori hanno tenuto l’evento nella capitale lituana Vilnius e hanno invitato i giornalisti tedeschi per far sì che i messaggi degli oratori arrivassero soprattutto all’opinione pubblica della Germania. Questo in particolare: le Repubbliche baltiche vedono sé stesse come “l’ostacolo principale ai piani di ricostituzione dell’URSS”. La Lituania ha paura di essere il prossimo obiettivo di Mosca dopo che avrà concluso la sua operazione speciale in Ucraina. Il suo governo si sta quindi preparando a diversi scenari.

Sandis Šrāders, direttore del Center for Defense Technology presso l’Università di Riga, bacchetta l’ex cancelliere Scholz addebitandogli di non essersi spinto oltre la mera dichiarazione di un futuro “punto di svolta” nel rafforzamento della Germania. Ripone invece le sue speranze in Merz, che pare sia implementando “proprio ciò che negli Stati baltici consideriamo un punto di svolta”. Una brigata tedesca, composta da due battaglioni e anche da un’unità multinazionale NATO, è infatti di stanza qui e dovrebbe raggiungere la piena operatività nel 2027.

Tedeschi chiamati alle armi

Lo scorso dicembre il Bundestag aveva approvato una modifica alla legge sul servizio militare obbligato. Abolito dalla Merkel nel 2011, ora si ripresenta con un primo passo che consisterà in un questionario su salute fisica e disponibilità a entrare nell’esercito e che dovrà essere compilato dai maschi diciottenni. Chi si rifiuta dovrà pagare una multa fino a mille euro. E se insiste nel diniego potrebbe ricevere una visita della polizia. Per le femmine sarà facoltativo, ma è già un modo per il governo di sapere quanti “abili e arruolati” vi sarebbero qualora si presentasse la necessità. Ed è anche un modo per sopperire alla carenza di personale di cui da decenni soffre la Bundeswehr. Merz voleva ristabilire subito il militare obbligatorio e risolvere così la questione, ma persino nella sua coalizione hanno prevalso i contrari. Tutti comunque vedono come la strada per il ritorno della coscrizione sia ormai tracciata.

I giovani tedeschi non ne vogliono sapere

Anche i giovani tedeschi se ne sono accorti e sono immediatamente scesi in piazza per dire di no. A dicembre vi sono state manifestazioni e proteste in 90 città, alle quali gli studenti hanno partecipato nonostante gli ammonimenti delle autorità scolastiche. La giornalista e accademica di Düsseldorf Mithu Sanyal, con madre polacca e padre indiano, spiega le ragioni del profondo rifiuto dei tedeschi al servizio militare. Nata nel 1971, appartiene alla generazione cresciuta nella convinzione che la Germania non debba ripetere gli errori delle due guerre mondiali.

Vede con chiarezza i paradossi di un governo che sembra ignorare le lezioni della Storia. Li hanno cresciuto col pacifismo e col rifiuto della violenza bellica, ma ora chiedono ai ragazzi di arruolarsi: è ovvio che la loro risposta sia “no”. Dicono di stabilire solamente una “coscrizione volontaria”, che però è una contraddizione in termini che sa tanto di neolingua orwelliana, nota la Sanyal. E posto che la guerra in Ucraina è un crimine, dice, è anche vero che i leader europei dovrebbero lavorare per la pace e non “preparare i giovani a combattere e morire”. È proprio questo il motivo per il quale si oppone al ritorno del militare obbligatorio, perché un Paese che non fa di tutto per prevenire le guerre perde il diritto di chiedere ai suoi cittadini di prendere parte ad esse.

 

Giuliano Pellico
Giuliano Pellico

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