Germania, la riforma della leva volontaria scatena proteste di piazza

Germania, la riforma della leva volontaria scatena proteste di piazza

8 Dicembre 2025 0

La riforma della leva volontaria ha immediatamente suscitato manifestazioni di studenti in molte città tedesche. Tutti vedono già il passo successivo, la reintroduzione del militare obbligatorio. I giovani non vogliono perché non ne vedono il motivo: non si sentono minacciati dalla Russia né da altri nemici esterni, coi quali il governo giustifica certe scelte.

Scopo della riforma

Il Bundestag ha approvato venerdì scorso una modifica legislativa che imporrà a tutti i maschi diciottenni di compilare un questionario sulla salute fisica e sulla disponibilità a prestare servizio militare. Le ragazze invece lo compileranno solo se lo vorranno. La nuova norma è stata discussa per mesi dai Partiti dell’Unione CDU/CSU e i Socialdemocratici dell’SPD, ed è passata con un margine di 323 sì contro 272 no e 1 astenuto. In Parlamento hanno votato “no” i deputati di destra di Alternative für Deutschland e quelli di sinistra di Die Linke. Scopo finale della riforma è portare le Forze armate da 182mila a 260mila unità entro il 2035, alzando nel contempo il numero dei riservisti da 50mila a 200mila, anche per soddisfare gli obiettivi posti dall’Alleanza Atlantica. Come incentivo ai volontari vi è anche un incremento di 450 euro sul salario di partenza, che sarà quindi di 2600 euro mensili.

Non è ancora leva obbligatoria

Non si tratta di una reintroduzione effettiva della leva obbligatoria. La coscrizione potrebbe tornare in essere soltanto se il governo non riuscirà a rimpolpare le fila dell’esercito col numero di uomini che vorrebbe. A tal fine la riforma introduce esami medici per tutti i nati a partire dal 2008. In questo modo si saprà già chi sarà potenzialmente “abile e arruolato” qualora il governo proponga al Parlamento il voto sul Bedarfswehrpflicht, cioè il militare obbligatorio, che era stato sospeso nel 2011 dal governo della cancelliera Merkel. Lo ha dichiarato proprio di fronte al Bundestag il ministro della Difesa Boris Pistorius, che ha definito la riforma “un passo cruciale verso la capacità di difenderci” e ha fatto presente che “i nostri alleati ci stanno guardando”.

Le proteste dei ragazzi

I ragazzi tedeschi non hanno gradito affatto. In ben 90 città vi sono state manifestazioni e proteste alle quali i giovani hanno aderito anche saltando la scuola. Non li hanno fermati gli ammonimenti dei presidi e delle autorità scolastiche, che minacciavano ripercussioni sulla pagella. I giovani in piazza spiegano di essere molto preoccupati che non si ripetano gli errori della Prima e della Seconda Guerra mondiale. Non vedono motivo per il riarmo né per aumentare i numeri dell’esercito. Alcuni dicono di pensare già al modo in cui eviteranno la coscrizione, magari fingendosi matti o dichiarandosi malati. “Perché dovremmo fare quello che ci impongono i vecchi?” è una delle frasi sentite. Altri dicono di non avere nulla contro coloro che desiderano arruolarsi, ma la tendenza della riforma verso l’eventuale obbligatorietà del militare li spinge a protestare già oggi.

Le reazioni dei politici

Il sito web degli organizzatori dello Schulstreik gegen Wehrpflicht (sciopero scolastico contro la coscrizione) dice: “I politici e l’esercito vorrebbero reintrodurre la leva obbligatoria. Ma nessuno parla con noi. Nessuno ci chiede cosa vogliamo”. Forse hanno ragione, se guardiamo come ha reagito il ministro Pistorius, che si è rivolto agli studenti con un videomessaggio su Instagram. Spiega come tutti possano manifestare a favore o contro qualunque cosa, perché “la libertà di espressione è uno dei maggiori conseguimenti della nostra democrazia”. Il nostro modo di vita è un dono che va difeso ogni giorno e dunque occorre che i giovani siano pronti a proteggerlo, conclude. In altre parole: gridate e sfogatevi pure, cari giovani, tanto il governo prenderà le sue decisioni militari, che vi piaccia o no. Anzi, vi dovrà piacere per forza, perché noi siamo una democrazia! Rincara la sgridata ai giovani superficialotti Siemtje Möller dell’SPD, secondo la quale il messaggio delle manifestazioni è “populista” e un “controsenso”. Infatti il Parlamento non ha stabilito l’obbligo di servizio militare né di mandare i giovani in Ucraina “come carne da cannone”, spiega.

Giuliano Pellico
Giuliano Pellico

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