Il Presidente della Croazia: non manderemo i soldati in Ucraina insieme ai “Volenterosi”
Dopo che il premier Andrej Plenković ha partecipato alla riunione dei “Volenterosi” a Parigi, il parlamento croato ha votato l’8 gennaio un pacchetto di aiuti umanitari per l’Ucraina.
Pacchetto di aiuti
Si tratta del quindicesimo pacchetto di aiuti da parte di Zagabria e ha un valore complessivo lordo di 625mila euro. È stato formato su richiesta dell’Ambasciata ucraina, spiega il ministro degli Interni Davor Božinović, e contiene strumenti per tagliare il metallo e attrezzature elettromagnetiche per l’azienda energetica ucraina DTEK. Come specificato dal ministro dell’Economia Ante Šušnjar, si tratta di trasformatori e pompe che non sono più in uso in Croazia.
Per quanto riguarda la sua presenza al vertice della Coalizione dei Volenterosi, il premier Plenković ha precisato che la Croazia non ha mai preso in considerazione l’ipotesi di inviare i propri soldati in Ucraina, a differenza di quanto vogliono fare inglesi e francesi. Ciascun Paese della Coalizione infatti darà il suo contributo nel modo che ritiene opportuno, spiega il primo ministro. E fa notare che il pacchetto di aiuti appena approvato dimostra come Zagabria proseguirà nella sua solidarietà diplomatica e materiale per Kiev, ma senza impiego di soldati croati. Secondo lui è fondamentale insistere per ottenere degli effettivi progressi sulla strada verso la pace.
Niente soldati sul campo
Ha voluto esplicitamente trattare il ruolo croato nei Volenterosi anche il presidente della Repubblica di Croazia Zoran Milanović. Sulla sua pagina Facebook il 7 gennaio ha voluto tranquillizzare i cittadini dichiarando in qualità di Comandante in capo delle Forze armate che il Paese non invierà i propri uomini in Ucraina. E secondo lui non c’è nemmeno bisogno di tornare a discutere della questione. Se Francia e Regno Unito desiderano mandare le truppe, dice, questa loro decisione o qualunque altra decisione presa nell’ambito della Coalizione non genera alcun obbligo per Zagabria. Specifica che in passato lui aveva avvertito tante volte che alcuni dei Volenterosi avrebbero espresso formalmente l’intenzione di schierare i soldati sul campo, ma ribadisce che ciò non tocca la Croazia.
Infatti gli unici obblighi per il Paese e per l’esercito possono derivare soltanto dall’essere membro della UE e della NATO, non di coalizioni informali assemblate ad hoc. Il compito principale – e soprattutto costituzionale – affidato alle Forze armate nazionali è di proteggere sovranità e indipendenza della Croazia e di difenderne l’integrità territoriale, spiega Milanović. Il governo e le istituzioni devono pensare in primo luogo all’interesse nazionale e a quello dei cittadini croati. In altre parole, l’assistenza economica a Kiev disposta dal governo non deve in alcun modo essere di detrimento all’esercito croato. E cioè non si possono dare meno fondi alle Forze armate croate per darne invece agli ucraini.

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