I droni ucraini cadono ancora sui Paesi settentrionali della UE
Nelle ultime settimane sono aumentati i casi di droni ucraini caduti sul territorio dei Paesi settentrionali dell’Unione Europea. Interi, a pezzi o addirittura ancora armati, i velivoli senza pilota di Kiev vengono regolarmente recuperati nei Paesi Baltici e in Finlandia. Oggi però l’Estonia chiede che Kiev non violi più il suo spazio aereo per attaccare la Russia.
Il caso dell’Estonia
Gli ucraini ultimamente hanno incrementato il numero di attacchi alle infrastrutture petrolifere russe presso i porti sul Golfo di Finlandia. Per arrivarci però devono passare dentro lo spazio aereo dei Paesi UE, col risultato che qualche drone finisce sul loro territorio. I motivi sono banali malfunzionamenti, oppure perché vengono intercettati e abbattuti dalle difese locali che non hanno saputo identificarli o perché disturbati dai mezzi di difesa elettronica russi. Qualche che sia la ragione, questi ordigni cascano e possono provocare danni a cose e persone degli alleati di Kiev. I quali non gradiscono molto, ma finora si contengono dal criticare troppo gli ucraini. La scorsa settimana l’Estonia ha chiesto gentilmente di aggiustare la traiettoria ed evitare i corridoi aerei attraverso il cielo estone.
Mosca fa notare che…
Il capo dell’intelligence nazionale Ants Kiviselg ha precisato di non aver chiesto agli ucraini di non effettuare gli attacchi, ma di scegliere rotte meno pericolose per gli estoni. Kiviselg ha aggiunto che è “impossibile escludere completamente” che i droni ucraini finiscano per passare – e per cadere – sull’Estonia, e ha sottolineato come le difese russe possano avere un ruolo nel deviarli. Mosca però fa notare come l’Estonia e le altre Repubbliche baltiche di fatto consentano a Kiev di utilizzare il proprio spazio aereo per portare attacchi. Dunque sarebbero complici o compartecipi, oltre corresponsabili dei danni e delle vittime. I tre Paesi baltici negano di aver mai esplicitamente permesso ciò a Kiev.
Appena qualche giorno dopo
Qualche giorno dopo l’invito dell’ufficiale estone un drone ucraino è stato ritrovato da un cittadino su una spiaggia nel nord-est del Paese. La portavoce dei servizi di sicurezza interni (ISS) Marta Tuul ha comunicato che il frammento dell’ala di un drone è stato spinto dalla corrente verso la spiaggia di Kalvi. L’inchiesta è ancora in corso, ma secondo i primi accertamenti il drone è di fabbricazione ucraina. La stampa estone è molto cauta e parla di “presunta” provenienza, invece i media di Kiev non temono di dire che si tratta proprio di un ordigno ucraino. E non è certo la prima volta che resti di droni sono stati raccolti sulle coste estoni e su quelle lettoni. L’ultimo caso risaliva al 31 marzo, quando dei 10 droni ucraini che avevano violato i cielo dell’Estonia, uno era caduto sul suo territorio.
Le scuse di Kiev
Anche stavolta dal Ministero degli Esteri di Kiev sono arrivate le scuse per questi incidenti, dando però ovviamente la colpa ai mezzi russi di guerra elettronica. Pure per i recenti casi dei droni finiti sulla Finlandia, il portavoce degli Esteri ucraino Heorhii Tykhyi aveva additato i russi. Tre droni ucraini sono infatti caduti sul territorio della Finlandia nel giro di una settimana, fra fine marzo e inizio aprile. L’ultimo era un AN-196 con apertura alare di 6,7 metri, sul quale si trovava ancora montata la testata esplosiva, che fortunatamente non ha provocato vittime. Erano stati fatti decollare i caccia F/A-18 Hornet dell’aviazione finlandese per intercettare ciò che il radar indicava come oggetti non identificati. Tykhyi si è scusato con Helsinki e Zelensky ne ha parlato al telefono col presidente finlandese Alexander Stubb.
Le autorità chiedono più attenzione
Nella loro conversazione telefonica, Stubb non ha chiesto a Zelensky di diminuire i lanci di droni contro obiettivi russi vicino alla Finlandia. Tuttavia se non sono richieste effettive, arrivano comunque dai governi europei segnali a Kiev affinché stiano più attenti o magari smettano per un po’, vista la crisi petrolifera che incombe. Il viceministro della Difesa polacco Cezary Tomczyk ha esortato i membri della NATO ad essere vigili contro i pezzi di ordigni che possono far danni cadendo e contro eventuali provocazioni che giungano da qualunque parte. Qualche giorno fa in Polonia un frammento di missile è stato individuato dalla polizia presso il villaggio di Jaroslawiec. Le autorità polacche hanno suggerito si tratti di un detrito risalente addirittura allo scorso settembre e riconducibile a un drone russo.
Allarme nei Paesi Baltici
Alla fine di marzo l’attacco su larga scala contro i porti russi della regione di San Pietroburgo è stata la causa probabile della caduta di diversi droni ucraini sulle tre Repubbliche baltiche. Tallinn ha comunicato che un drone ha colpito la ciminiera della centrale energetica di Auvere. Le autorità di sicurezza estoni hanno avvertito che incidenti di questo genere sono sempre più probabili. Dal canto suo, il premier Kristen Michal ha scoraggiato dall’illusione di poter “costruire un muro sulla frontiera con la Russia”.
In Lettonia un drone è caduto presso la città di Kraslava vicino al confine con la Bielorussia. Il presidente Edgars Rinkēvičs ha confermato che il velivolo era di Kiev e a questo proposito il ministro della Difesa Andris Spruds ha interrotto la sua visita in Ucraina per ritornare nel Paese. Infine, il ministro degli Esteri della Lituania Kestutis Budrys ha invitato tutti i Paesi a garantire la sicurezza dei cieli e soprattutto ad informare gli altri qualora vedano dei rischi, proprio come fa già la Bielorussia.

52 anni, padre di tre figli. E’ massimo esperto di Medio Oriente e studi geopolitici.

