Danimarca, ancora lontana la formazione del nuovo governo
Dalle elezioni politiche danesi del 24 marzo i Socialdemokratiet al potere sono usciti vincitori soltanto sulla carta. Infatti, nessuno schieramento ha ottenuto un numero di voti sufficiente a stabilire una supremazia parlamentare – almeno relativa – tale da stabilire subito un nuovo governo. Ormai da tre settimane a Copenhagen si assiste a uno stallo. Il primo ministro Mette Frederiksen, oggi premier ad interim, non è ancora riuscita ad adempiere all’incarico di “esploratrice”. I negoziati con le altre forze politiche sono in alto mare.
Larghe intese (non troppo larghe)
Il desiderio della Frederiksen è di formare un governo di centro-sinistra o uno che non si spinga troppo a destra rispetto al centro rappresentato dai Moderati di Lars Løkke Rasmussen. Insomma, un governo di intese larghe, ma non larghissime. L’ideale sarebbero i suoi Socialdemocratici appoggiati dalla Sinistra Radicale e dal Partito Popolare Socialista (Socialistisk Folkeparti). Tutti e tre insieme arriverebbero a 68 seggi, una buona base da cui partire per aggiungere il sostegno di altre formazioni di sinistra o pure di centro.
Tuttavia, qualche giorno fa la premier ha ammesso che la formazione di un governo “non è affatto dietro l’angolo”. “E non so nemmeno se sia possibile formarne uno”, ha concluso. L’unica nota positiva che ha visto è la “buona volontà politica” dei partiti di discutere le questioni interne più urgenti per i cittadini e le aziende. Ad esempio, pare si stia creando un’intesa attorno alle istanze dell’acqua potabile e delle scuole.
Prima un pausa e poi a destra?
L’ago della bilancia oggi sembrano i Moderaterne coi loro 14 deputati. Rasmussen sta spingendo affinché la Frederiksen metta “in pausa” i tentativi di allestire di un governo di centro-sinistra e si dedichi invece a negoziati col partito di centro-destra Venstre e col suo leader Troels Lund Poulsen, che correva contro di lei alle elezioni di marzo. Poiché i risultati delle trattative col centro-sinistra hanno dato pochi risultati nelle ultime settimane, Rasmussen ha posto un ultimatum: o la premier tratta seriamente anche con le formazioni politiche di centro-destra per creare una coalizione oppure Venstre smetterà di dialogare con lei e non le darà alcun supporto.

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