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Guatemala: aumentano le rimesse degli emigranti, ma peggiorano le condizioni alimentari

Le rimesse degli emigranti si confermano una delle maggiori fonti che alimentano l’economia guatemalteca. Ad ottobre è già stato superato il totale di quanto ricevuto dalle famiglie in tutto il 2020 da parte dei loro parenti all’estero: il mese scorso infatti la Banguat, la Banca centrale del Guatemala, ha visto arrivare nel Paese quasi un miliardo e mezzo di dollari, che segna il record degli ultimi sette anni, anzi addirittura il doppio della somma ricevuta nel 2015. Questo aumento rappresenta una tendenza cominciata nel 2019, quando per la prima volta si registrarono un miliardo di dollari inviati a casa dagli emigranti. Secondo l’economista Juan Alberto González Jacobo, la crescita record delle rimesse è un fenomeno che coinvolge non solo il Guatemala, ma anche Honduras, El Salvador e Messico. Uno dei fattori che spiegano queste cifre è la performance positiva degli Stati Uniti, che hanno visto un rilancio dopo le difficoltà dell’anno scorso legate alla pandemia. Oggi beneficiano delle rimesse sei milioni di guatemaltechi, a cui si potrebbero aggiungere presto un altro milione di abitanti messi in ginocchio dalla crisi del coronavirus e dipendenti da quanto manderanno i concittadini, i quali per la maggior parte lavorano negli USA nel settore delle costruzioni e nell’agricoltura. Il Minfin, Ministero delle Finanze Pubbliche, ha implementato durante il 2021 delle misure raccomandate al Guatemala dal Fondo Monetario Internazionale per conferire alla spesa pubblica maggiore trasparenza e più efficacia. Il ministro Alvaro González Ricci ha affermato che per i cittadini è importante sapere quale percorso fanno i fondi pubblici per arrivare ad essere spesi. E sul tema della difesa dell’ecologia in relazioni alle finanze nazionali, il Tesoro in collaborazione col Ministero dell’Ambiente e delle Risorse naturali hanno lavorato sulla firma dell’Accordo di pagamento della Riduzione delle Emissioni di “buoni di carbonio” (detti anche “crediti”), con la Banca Mondiale in veste di amministratore fiduciario del Fondo Cooperativo del Carbonio delle foreste, un accordo di compravendita di una quantità fino a 10,5 milioni di tonnellate di anidride carbonica su un periodo fino a 5 anni: in sostanza, se il Guatemala dimostra di ridurre le emissioni dovute alla deforestazione e al degrado boschivo, allora potrebbe accere a una compensazione pari a 52,5 milioni di dollari.

Il rappresentante della FAO Ricardo Rapallo ha rilasciato un’intervista in cui spiega le difficoltà del Guatemala nel dare da mangiare a tutti i suoi abitanti. Già a settembre il numero di bambini con troppo poco cibo a disposizione era uguale a quello dell’intero 2020: 30mila casi, il doppio di quelli riscontrati negli ultimi cinque o sei anni. Il detorioramento delle condizioni generali dell’economia e del territorio deriva anche dalla pandemia e dai cambiamenti climatici, due fattori che hanno acuito la malnutrizione cronica che affligge questo Paese. Alle frequenti inondazioni si è aggiunta la siccità, che ha compromesso la coltivazione dei fagioli. La FAO ha attualmente due progetti finanziati dal Fondo Verde del Clima, mentre al Guatemala sono stati assegnati sei progetti, per i quali la FAO interviene in tre aree del Paese, il dipartimento di Petén, i Verapaces e il territorio settentrionale dei Chortí.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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