Germania, Merz ha deciso: basta accogliere ucraini maschi in età di leva

Germania, Merz ha deciso: basta accogliere ucraini maschi in età di leva

16 Novembre 2025 0

Il cancelliere tedesco Merz vorrebbe chiudere le porte agli ucraini che scappano: sono troppi. Soprattutto quelli in età militare, che dovrebbero in teoria desiderare di restare a casa per difendere il Paese, non di andarsene via. Per Berlino non è una questione ideologica – almeno non ancora – ma squisitamente pratica e finanziaria. È diventato difficile per le casse dello Stato sopportare il peso dei profughi, dei clandestini, dei “migranti” da ogni dove. Altri centomila ucraini si sono riversati in Germania, in Polonia e in Repubblica Ceca dopo all’allentamento delle restrizioni disposto da Zelensky ad agosto. Ora Merz gli chiede di invertire la tendenza.

La lunga telefonata

È stato lo stesso cancelliere riferire i punti principali della conversazione telefonica avuta con Zelensky, che è stata “lunga”. Ho chiesto al presidente ucraino di assicurare che i giovani maschi ucraini non vengano in Germania in numero sempre crescente, ma che piuttosto servano il loro Paese. È lì che sono necessari, gli ha detto. E gli ha poi chiesto di fare qualcosa per risolvere gli scandali di corruzione che ne affliggono il governo e che ne stanno distruggendo l’immagine all’estero.

I cittadini tedeschi, infatti, stanno perdendo interesse e solidarietà verso Kiev: sono stanchi di pagare, di accogliere e di supportare a tempo indefinito. Un recente sondaggio indica che gran parte di loro non intende più sborsare per garantire assistenza sociale ai rifugiati ucraini, perciò chiede che i maschi in età di leva vadano via. È una sensazione colta da esponenti della stessa formazione politica del cancelliere. Ad esempio dal presidente della Baviera Markus Söder, che propone a livello europeo di limitare la concessione automatica dello status di rifugiato protetto qualora Kiev non trattenga la nuova ondata migratoria.

Abbassare i sussidi

Merz ha spiegato che l’iniziativa di alleggerire il peso rappresentato dagli ucraini partirà con una mossa del governo tedesco, che strutturerà i sussidi sociali “in modo da rendere il lavoro più conveniente che non rimanere nel sistema dell’assistenza sociale”. Il problema riguarda non solo i nuovi arrivi, ma anche gli ucraini già presenti da tempo in Germania, circa 1,2 milioni. Incentivarli a lavorare e quindi a contribuire attivamente all’economia è una soluzione utile mentre si aspetta che Zelensky faccia qualcosa per riprendere i fuoriusciti o per impedire che altri espatrino. Il disegno di legge che dovrebbe presto essere approvato prevede che gli ucraini giunti dopo 1° aprile ricevano il sussidio dei richiedenti asilo, non il reddito di cittadinanza, dunque circa 120 euro in meno al mese.

La versione di Zelensky

Anche Zelensky ha riferito la telefonata scrivendone sui social, ma omettendo completamente la parte relativa alla richiesta di Merz. Ha soltanto detto di aver parlato con Merz della situazione al fronte e di averlo ringraziato per il supporto militare e politico che la Germania ha dato finora. Inoltre, un grazie particolare per aver acconsentito al progetto di apertura a Berlino di una rappresentanza per l’export di armi ucraine. Lo ha infine rassicurato dicendo che l’Ucraina farà tutto il necessario per rafforzare la fiducia dei suoi partner.

Gli effetti dell’allentamento

Il problema dei rifugiati ucraini è tornato alla ribalta nel momento in cui Zelensky ha siglato una norma che permette ai maschi sotto i 23 anni di uscire liberamente dal Paese. Oggi possono essere chiamati alle armi sono i ragazzi dai 25 anni in su: prima il limite era 27 anni, ma l’amministrazione Biden e alcuni governi europei hanno spinto per abbassarlo. Con l’attuale deroga alla legge marziale intendeva stimolare i giovani a tornare in Ucraina o almeno a non abbandonarla per sempre. Nelle speranze del governo, molti di loro sarebbero tornati senza più il timore di restare intrappolati dentro; e magari si sarebbero arruolati spontaneamente, senza subire la mobilitazione forzata. Invece è accaduto il contrario: se ne sono andati molti più di prima.

Merz ha già i suoi problemi

Non sono solamente gli ucraini a impensierire Merz. Il suo governo è alle prese con un’immigrazione che rischia di finire fuori controllo sotto l’aspetto finanziario, sociale e criminale. Anzi, è già ampiamente fuori controllo e i cittadini se ne sono accorti sulla pelle e nel portafoglio. Anche per questo hanno dato preferenza al partito Alternative für Deutschland, orami seconda forza politica del Paese. Ora la coalizione di governo sta lavorando a un progetto di legge sulla remigrazione dei siriani. Infatti, poiché è da tempo terminata la guerra civile che ha devastato per quindici anni la Siria, non vi è più ragione di richiedere asilo in Germania, quindi possiamo iniziare coi rimpatri, dice il cancelliere. D’altro canto, aggiunge, una “larga fetta” dei siriani presenti vorrebbe effettivamente ritornare a casa. Comunque, se non accetteranno di andarsene di buon grado, certamente in futuro potremo deportarli, conclude. Altri Paesi europei seguiranno il suo esempio?

 

 

Vincenzo Ferrara
VincenzoFerrara

Iscriviti alla newsletter di StrumentiPolitici