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Etiopia, si inaspriscono gli scontri tra Governo e ribelli. Intanto Erdogan venderebbe armi per allargare l’influenza del suo sultanato

Il Governo Etiope ha confermato un nuovo attacco aereo che ha colpito la capitale dell’Etiopia Addis Abeba nella giornata del 28 ottobre. Un raid confermato anche dal portavoce del Tigray. Il rappresentante del Governo Leggesse Tulu, ha sottolineato che l’attacco aereo di giovedì, aveva uno scopo ben preciso, la distruzione di un obiettivo nella città di Mekele di un distretto industriale di nome Mefsin Industriale Engineering dove le forze del Tigray fabbricano e riparano le loro armi per usarle contro il Governo Etiope. La portavoce del Governo Selamawit Sassa ha inoltre confermato attacchi aerei anche sulle città di Mai-Tsebri e Adwa. Attacchi che però non è stato possibile verificare in quanto le comunicazioni sono ormai da tempo interrotte a causa della guerra. Il complesso industriale bombardato era già stato colpito in precedenza ma il portavoce del Tigray ha affermato che l’attacco aereo non ha colpito l’obiettivo militare, bensì una abitazione civile. Secondo lo stesso portavoce nell’attacco peraltro sarebbero state uccise sei persone, di cui tre bambini e tre adulti , inoltre sarebbero più di 20 le persone rimaste ferite. Malgrado numerose foto sembrerebbero dimostrare la mattanza di civili il Governo Etiope smentisce queste accuse, riconfermando che gli attacchi aerei sono rivolti solo a obiettivi militari . 

I ribelli però non ci stanno è a più riprese hanno denunciato come gli attacchi governativi continuino a mirare non ad obiettivi militari ma ad ospedali, case e fabbriche per piegare l’opinione pubblica verso la resistenza. Secondo i media locali ad oggi i morti sarebbero saliti a 10, confermando che questo attacco sarebbe il più mortale degli ultimi anni. Le relazioni del Governo Etiope con gli Stati Uniti e l’Unione Europea intanto hanno raggiunto il punto più basso e proprio per tale ragione l’Etiopia sta cercando altrove nuovi alleati per schiacciare ribelli.

Foto – I danni a obiettivi civili compiuti dal Governo Etiope contro l’azione Mefsin Industriale Engineering

Secondo quanto dichiarato da Africa Express l’industria privata militare, Baykar di Istanbul, specializzata nella produzione di veicoli senza pilota, dopo aver firmato un contratto con il Marocco, pare stia per sottoscrivere un contratto con le forze armate dell’Etiopia, per la fornitura di droni TB2, dei relativi pezzi di ricambio e del supporto alla formazione del personale. Turchia, Etiopia e Marocco ovviamente non hanno ufficialmente confermato l’accordo, ma l’Agenzia Reuters, ha raccolto la testimonianza di un diplomatico che preferito mantenere l’anonimato per evitare ritorsioni, il quale ha dichiarato che il Marocco, ha già ricevuto il primo lotto di droni. E l’Etiopia prevede di acquistarli a breve nel silenzio assordante dello Stato Maggiore Etiope e le stesse Autorità Turche, che si astengono dal commentare di fatto confermando le indiscrezioni. I Droni TB2 sono droni tattici, cioè volano a medie altitudini e per lungo tempo, anche 27 ore consecutive, raggiungono i 27000 piedi di altezza e. Possono inoltre raggiungere una velocità di crociera di 222 chilometri all’ora, svolti in totale autonomia sia in fase di decollo e atterraggio. Sono perfetti per le missioni di sorveglianza, riconoscimento e per attacchi armati. L’industria Baykar che li ha progettati e realizzati, è controllata dalla famiglia Bayraktar. Il Presidente del Consiglio di Amministrazione, è Selcuk Bayraktar, genero del Presidente Turco Recep Tayyip Erdogan avendone sposato la figlia Sumeyye. Negli ultimi anni, le relazioni diplomatiche, economiche e militari tra Addis Abeba e Ankara si sono intensificate: e infatti gli scambi commerciali sono aumentati da 200 a 650 milioni di dollari. La Turchia è il secondo investitore dopo la Cina con più di 2,5 miliardi e mezzo di dollari, investiti nell’industria tessile e manifatturiera, inoltre sono più di 200 le compagnie turche che operano nel Paese Africano. Secondo l’ambasciatore Turco in Somalia Yaprak Alp, Ankara sta lavorando a stretto contatto con le Autorità militari Etiopiche, per aiutarli a contrastare le minacce dell’organizzazione terroristica Fetullah che sta tentando di infiltrarsi in altri Paesi confinanti La Turchia e l’Etiopia sono alleati e continueranno ad esserlo intensificando gli acquisti militari di droni a scopo militare ne è una riprova l’incontro avvenuto nell’estate scorsa, precisamente il 21 agosto 2021, tra il Primo Ministro Etiope Abiy Ahmed e il Presidente Erdogan: un summit utile per firmare accordi bilaterali di natura economica e militare il cui contenuto è però coperto da segreto di stato. Il tutto fà pensare che all’interno di questo accordo, Ankara abbia autorizzato, il trasferimento dei droni all’Etiopia, ritenuto un alleato strategico, per la presenza militare ed economica della Turchia in Africa. Il 4 ottobre 2021 le unità del Fronte Popolare di Liberazione del Tigray – nata per contrastare il regime feudale esistente in Etiopia, hanno pubblicato una fotografia di un frammento di un ordigno bellico: la scritta riportata sul frammento indicano una bomba guida laser prodotta dall’industria Turca Roket San ovviamente trasportata dai droni tattici bayraktar.

Foto - Il frammento di un ordigno bellico turco rinvenuto nel Tigray

Foto – Il frammento di un ordigno bellico turco rinvenuto nel Tigray

La data sul frammento indicherebbe giugno 2021. Secondo le ricostruzioni locali sembrerebbe che il Governo Etiope disponga anche di droni di origine Iraniana e avrebbe ordinato altri droni anche ad una azienda Israeliana. Continueremo a seguire l’evolversi della situazione, tenendovi aggiornati.

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Nata l'11 novembre del 1959, opera come Tecnico Sociale ed è impegnata professionalmente da circa 34 anni proprio nell'ambito del sociale. Da dieci anni visita il Kenya per amore e passione di quella terra.

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