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EnergRed: “L’aumento dell’energia in Italia è salito del 47%”. L’Italia vorrebbe gli eurobond ma la Francia rallenta

Continua a salire il conto dell’energia in Italia per le imprese italiane. Secondo uno studio prodotto dagli analisti di EnergRed, una società di servizi energetici, la bolletta del comparto produttivo italiano sarebbe proiettata verso i 34 miliardi di euro (57 miliardi se si tengono presenti anche i settori agricoli e dei servizi). Si tratterebbe di un aumento pari al 47% rispetto al 2021, un anno già da bandierina nera, per le aziende italiane. Per le famiglie Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, ha invece stimato un salasso da 1.000 euro all’anno di maggiore spesa: la spesa per luce e gas per una famiglia tipo infatti ammonterà a 2.383 euro, in crescita di 944 euro rispetto al 2021. Non è un caso che il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, intervenendo all’evento ‘Una strategia per l’automotive‘ organizzato da Agorà democratiche abbia espresso al riguardo tutta la sua preoccupazione “Con la crescita dei costi dell’energia esponenziale c’è il rischio che molte famiglie, nell’arco di poco tempo, vadano sotto la soglia di povertà, oltre a quelli che c’erano già. In questo senso è fondamentale riprendere il confronto con il sindacato e con le forze sociali nel loro insieme per affrontare il tema della contrattazione e del salario minimo“.

Il caro energia al quale stiamo assistendo ormai da diversi mesi sta avvenendo nonostante l’intervento del Governo. Proprio Arera, attuando il decreto Sostegni-Ter, per limitare l’impatto in bolletta degli straordinari rialzi dei prezzi dei prodotti energetici all’ingrosso, aveva azzerato per il primo trimestre 2022 gli oneri generali di sistema per tutte le medie-grandi imprese con potenza pari o superiore a 16,5 kW, così come una misura analoga era stata decisa per i clienti domestici e le piccole imprese in bassa tensione (sotto i 16,5 kW di potenza)in occasione dell’aggiornamento trimestrale delle condizioni di tutela dello scorso fine dicembre, attuando quanto previsto dalla legge bilancio 2022. Gli oneri generali di sistema solitamente pesano sulla bolletta come voce circa per un 27,5%.

A incidere è il costo della materia prima che potrà oscillare tra i 180 ed i 210 euro per MWh. Il gas ha fatto segnare un incremento dei prezzi pari ad un +106% e il petrolio +22% solo nelle ultime due settimane, dal momento dello scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina. E’ evidente che le stime di EnergRed rischiano quindi di essere polverizzate. Non è un caso che Alessandro Spada, Presidente di Assolombarda, sentito dal Sole24Ore in queste ore affermi “l conflitto tra Russia e Ucraina sta avendo un impatto molto forte sull’economia e sulle imprese del territorio, andando ad aggravare una situazione già molto critica per quanto riguarda energia e materie prime. Basti pensare che, se si dovessero mantenere i prezzi attuali, l’industria manifatturiera lombarda quest’anno pagherà una bolletta energetica pari a 11,5 miliardi di euro a confronto con gli 8,3 miliardi stimati a inizio febbraio, prima della guerra e, soprattutto, con un livello nel 2019 inferiore ai 2 miliardi. Un rialzo enorme che avrà sicuramente impatti sul lavoro di molte delle nostre imprese. Servono provvedimenti immediati per impedire che le aziende chiudano“.

Moreno Scarchini, ceo di EnergRed è convinto che soluzioni fotovoltaiche distribuite per autoconsumo potrebbe portare il comparto a risparmiare dai 13,5 ai 19 miliardi di euro, mediante l’installazione di circa 50 GWp. “Questa strada porterebbe il solare dall’attuale 11% ad una quota pari al 35% della produzione totale di energia elettrica, riducendo la necessità di gas naturale dell’11%. Auto-consumando per le necessità giornaliere l’energia degli impianti fotovoltaici distribuiti nelle nostre imprese produttive, inoltre, la dipendenza dell’Italia dal gas russo diminuirebbe del 29%“.

Intanto c’è chi in Italia propone una soluzione condivisa a livello europeo per ridurre l’impatto del caro energia. Tra tutti il presidente del Consiglio Mario Draghi e il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi che vedrebbero bene l’emissione di bond per affrontare questa emergenza. A rallentare su questo fronte è il presidente francese, Emmanuel Macron, il quale ha spiegato oggi a Versailles, durante la conferenza stampa al termine del Consiglio europeo, che sarebbe ancora prematura discutere del progetto di finanziare nuove emissioni di debito comune dell’Ue al fine di coprire i costi degli investimenti necessari per la difesa, l’indipendenza energetica e la nuova politica di autonomia strategica dell’economia europea. Secondo il presidente francese è opportuno che prima i Ventisette si mettano d’accordo sugli obiettivi eche la Commissione europea valuti i bisogni e i costi, e solo successivamente, sarà opportuno avviare un dibattito sugli strumenti per raggiungere quegli obiettivi e soprattutto per coprire quei costi, compreso, se sarà necessario, un nuovo programma di debito comune come quelli già sperimentati per rispondere alla pandemia di Covid-19. 

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