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Dr. Ali Busriba: “Sosteniamo Bashagha per andare alle elezioni, 200 militari e 10 imbarcazioni per contrastare l’immigrazione illegale”

“Il governo di Fathi Bashagha è nato come un progetto nazionale. C’è una defezione e un processo di divisione causato da Abdel Hamid al-Dabaiba dopo l’accordo politico. Dabaiba non ha rispettato le scadenze, non ha sostenuto il processo elettorale, anzi, lo ha ostacolato. Non ha alcun programma o soluzione politica. Fathi Bashagha ha condotto un dialogo tra i vari partiti libici, che ha ottenuto il consenso della maggioranza del popolo libico”. A dirci questo è il Dr. Ali Mohamed Busriba, membro del parlamento libico di Zawiya, attore politico chiave nella regione occidentale (Al-Gharbia), che si estende da Tripoli fino al confine con la Tunisia.

Infografica – La biografia dell’intervistato Ali Mohamed Busriba

Grazie, Dr. Busriba, per aver accettato questa intervista, perché ha deciso di sostenere il nuovo governo di Fathi Bashagha?

“Come membro del Parlamento della città di Zawiya, sostengo Fathi Bashagha perché ha una tabella di marcia e un progetto concreto per risolvere la crisi politica nel nostro paese. Sosteniamo questo piano, non solo Bashagha come personalità”.

Secondo lei chi è il responsabile del fallimento delle elezioni del 24 dicembre scorso?

“Abdel Hamid Dabaiba è il principale responsabile dietro all’ostruzione del processo elettorale. Non ha mantenuto le sue promesse. Non ha prestato attenzione al processo elettorale e, soprattutto, si è candidato alle elezioni presidenziali nonostante il suo obbligo morale davanti al Forum di dialogo politico libico (LPDF) a Ginevra come requisito per essere nominato Primo Ministro lo scorso febbraio 2021″.

Fathi Bashagha ha un programma che garantisce lo svolgimento delle elezioni in breve tempo?

“Sì, uno dei punti importanti che ci ha fatto aderire al progetto presentato da Fathi Bashagha è lo svolgimento delle elezioni parlamentari e presidenziali entro un periodo non superiore a 14 mesi. Questa mappa è stata adottata dal Parlamento libico, la Camera dei Rappresentanti. Dopo il processo di consegna dei poteri da parte di Dabaiba, si lavorerà sulla base costituzionale. Personalmente mi aspetto che il Parlamento e l’Alto Consiglio di Stato si accordino sul quadro costituzionale negli incontri in programma in Egitto. La Libia ora sta affrontando molte sfide, c’è un crollo delle istituzioni statali, ma la situazione della sicurezza ha iniziato a migliorare. Dopo l’accordo sulla base costituzionale, spero che le parti si adopereranno per votare e adottare una Costituzione permanente così da porre fine a tutte le fasi transitorie. Pertanto, abbiamo scelto questo periodo per prepararci alle elezioni, perché ci sono alcune misure che devono essere prese. Ad esempio, abbiamo un problema di numeri nazionali e il registro civile ufficiale che devono essere rivisti e ci vorranno diversi mesi”.

Come sono i rapporti della Libia con i paesi vicini?                                                            

“Le relazioni della Libia con i paesi vicini devono essere buone e dobbiamo essere aiutati negli investimenti, nella costruzione, e nello sviluppo. È molto importante che tutti i paesi, non solo i nostri vicini, ma anche l’Unione Europea, ci sostengano perché la Libia si trova in una posizione strategica che riguarda tutti i paesi del mondo. Speriamo di vedere il supporto necessario per andare alle elezioni il prima possibile”.

Nonostante l’instabilità politica, l’Europa sta assistendo a una riduzione degli arrivi di migranti dalla Libia. Come lo spiega?

“Il presidente del Parlamento Aquila Saleh mi ha incaricato di dare seguito al fascicolo sull’immigrazione illegale. Abbiamo preparato un buon piano di contrasto all’immigrazione clandestina in coordinamento con il Dispositivo di Supporto alla Stabilità (Stability Support Agency). Abbiamo preparato una forza di oltre 200 militari che sono stati addestrati e hanno seguito corsi stranieri. Abbiamo acquistato 10 imbarcazioni della marina per dare seguito alla lotta all’immigrazione e al contrabbando di carburante. Sto facendo la mia parte in questo fascicolo secondo il mandato della Camera dei rappresentanti. Grazie al coordinamento con questa forza, proteggiamo i nostri confini marittimi, prevenendo l’immigrazione clandestina e il contrabbando. In circa nove mesi abbiamo fermato oltre 200 barche. Attualmente, ci sono circa novemila migranti nei centri di accoglienza. Circa quattromila immigrati sono tornati nei loro paesi, tra cui Tunisia, Egitto, Marocco, Siria, Pakistan e Bangladesh. Queste Nazioni collaborano positivamente con noi. Ci coordiniamo con le loro ambasciate per organizzare il rientro a casa in sicurezza per i migranti in dieci giorni dalla loro identificazione”.

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Nata nelle Marche nel 1988. Giornalista pubblicista, vive a Tunisi dove sta studiando arabo mentre partecipa alle vicende libiche. Corrispondente per “Notizie Geopolitiche”, Tripoli è stata la sua prima esperienza come inviata di guerra. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratrice presso il quotidiano di approfondimento “L’Indro”. Ho commentato la crisi libica per diversi canali del Golfo (218 TV, Sky News Arabia, Libya’s Channel e Libya al-Hadath) ed italiani (TgCom24, SkyTg24, Uno mattina, Tg Rai, Radio Domani, Radio Anch’io, Radio in Blu). È autrice di “Speciale Libia”, una piattaforma dedicata al Paese nordafricano. Scrive di Medio Oriente e Nord Africa, dal terrorismo al lablabi.

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