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Diritti LGBTQ+, Senegal: la piazza chiede pene più severe contro l’omosessualità

Dopo la storica prima vittoria nella Coppa d’Africa, ottenuta contro l’Egitto il 6 febbraio, il presidente del Senegal Macky Sall ha dichiarato una giornata retribuita di festa nazionale. Sall si trovava all’estero per effettuare visite diplomatiche, ma per accogliere i campioni di ritorno in patria ha cancellato l’ultima parte del viaggio, prevista alle Comore, ed è tornato nella capitale Dakar. Tuttavia, l’euforia popolare per la grande impresa calcistica è già passata e vari problemi stanno venendo alla ribalta. Il Senegal è uno Stato laico a larga maggioranza musulmana, ma talvolta i fondamentalisti si fanno sentire: un gruppo di integralisti ha recentemente organizzato una protesta nella centrale piazza dell’Obelisco di Dakar per chiedere che vengano inasprite le pene contro il reato di omosessualità. Attualmente “gli atti indecenti o contro natura fra individui dello stesso sesso” sono puniti dal codice penale con la carcerazione fino a 5 anni e multe fino a duemila euro circa. Oggi, a detta del fondatore dell’associazione senegalese per la difesa dei diritti LGBTQ+, gli omosessuali sono discriminati nella vita quotidiana e sul lavoro. Nonostante gli appelli di leader occidentali come il premier canadese Justin Trudeau, la società senegalese resta compatta nel suo rifiuto dell’omosessualità e sono forti le frange che vorrebbero criminalizzarla ancora di più.

Si è svolto a Bruxelles il 17 e 18 febbraio il sesto summit fra Unione Europea e Unione Africana. Nella conferenza stampa conclusiva, in qualità di segretario della UA il presidente del Senegal ha dichiarato: Ora abbiamo la storica opportunità di vedere le fondamenta di un nuovo tipo di partenariato, un partenariato rinnovato, che desideriamo costruire insieme. Con l’intenzione di contrastare la crescente influenza russa e quella cinese (con la Nuova Via della Seta) sul Continente Nero, la UE ha annunciato che nei prossimi sette anni metterà a disposizione la cifra record di 150 miliardi di euro presi dal settore pubblico e da quello privato. Non ha però dato ulteriori dettagli su come effettivamente disporrà di questi fondi, ma ha specificato che saranno destinati a investimenti in particolare nelle energie rinnovabili, nei trasporti e nell’accesso a Internet. La settimana precedente, durante la sua visita a Dakar, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen aveva preannunciato “con orgoglio” i piani della UE per l’Africa con l’obiettivo dei 150 miliardi e aveva dichiarato che l’Europa è il partner più affidabile per l’Africa e di gran lunga il più importante. Il presidente Sall ha aggiunto che Europa e Africa hanno interesse a lavorare assieme che si aspetta da Bruxelles un summit che dia come risultato una partnership rinnovata, modernizzata e più orientata all’azione.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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