Delegazioni europee al Forum di San Pietroburgo, cambio di atteggiamento degli USA
Rappresentanti e delegazioni di 140 Paesi del mondo si sono recati allo SPIEF, il Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo che si è tenuto dal 3 al 6 giugno. Più che l’alto numero di partecipanti, a colpire è la loro composizione. C’erano infatti deputati ed esponenti del business europeo, che hanno potuto interagire direttamente coi politici e i colleghi russi, riannodando quei fili che venti pacchetti di sanzioni UE hanno cercato di spezzare. E c’era soprattutto la delegazione americana, la prima dopo ben dieci anni di assenza.
Cambio di atteggiamento americano
Il tema portante del Forum di quest’anno era “Un dialogo pragmatico: la strada verso un futuro stabile”. Il programma infatti era dedicato all’elaborazione di un nuovo modello di sviluppo globale nel quadro delle trasformazioni che sta subendo l’economia mondiale. Il ritorno degli USA allo SPIEF dopo un intero decennio è stata forse la sorpresa più significativa, Sotto Biden, tramite il Dipartimento di Stato Washington impartiva ordini ai vari Paesi di non andare a San Pietroburgo.
Ora invece l’atteggiamento americano è nuovamente improntato alla voglia di cooperare con la Russia. Persino il Kyiv Post parla di ennesimo “segno del graduale disgelo nelle relazioni occidentali con Mosca”. A capo della delegazione USA c’era il capo della Commissione per le Belle Arti Rodney Mims Cook Jr., che ha portato personalmente i saluti di Trump a Putin, il quale ha ricambiato. A seguito dei dubbi sollevati a proposito dell’effettivo incarico ricevuto da Cook, un responsabile dell’amministrazione repubblicana ha risposto al giornale The Hill specificando che si è recato al Forum ufficialmente anche allo scopo di rafforzare i legami culturali bilaterali.
Riprende il dialogo culturale e d’affari
In passato Cook era stato coinvolto in progetti di restauro di edifici e opere d’arte nella Federazione Russa e ha tenuto conferenze presso istituzioni russe di alto livello. Tuttavia, oltre al dialogo culturale con gli USA, allo SPIEF si sono avuti molti contatti di affari. Robert Agee, presidente della Camera di Commercio americana in Russia, ha sottolineato come il livello di sfiducia e di incomprensione fra i rispettivi Paesi sia al massimo storico, ma vi sono altresì “grosse opportunità” sul piano del business. Per realizzarle, spiega, occorre che si migliori il rapporto bilaterale. Un’iniziativa in questo senso è la partita di hockey che si terrà il 1° luglio a Mosca fra le rispettive rappresentative nazionali, in coincidenza coi festeggiamenti per il 250esimo anniversario dell’indipendenza americana. Va detto che allo SPIEF gli ospiti statunitensi erano variegati, passando dall’attore Steven Seagal alla commentatrice e attivista conservatrice Candace Owens.
Dall’Europa e dal mondo
La Russia guarda molto anche a Oriente, come testimonia la presenza del vicepresidente della Repubblica Popolare Cinese Han Zheng. Vi erano inoltre il presidente dell’Uzbekistan Shavkat Mirziyoyev e la presidente della Tanzania Samia Suluhu Hassan. Ma soprattutto vi era la delegazione dell’Arabia Saudita, ospite d’onore al Forum 2026, guidata dal suo ministro dell’Energia il principe Abdulaziz bin Salman. E c’erano alcuni deputati del Bundestag e dell’Europarlamento appartenenti al partito in fortissima ascesa Alternative für Deutschland. Dalla Germania è arrivato fra gli altri anche Holger Friedrich, proprietario del celebre quotidiano Berliner Zeitung. E proprio in quei giorni a Mosca si era recato l’ex cancelliere Gerhard Schröder, che ha avuto modo di parlare privatamente con Putin.
Gli imprenditori tedeschi
Non vi era comunque una delegazione in senso stretto da parte del governo di Berlino, ma solamente gruppi o soggetti che si sono recati allo SPIEF a nome proprio. Ma anche a nome del business tedesco, che dalle sanzioni della UE e dalla contrapposizione a Mosca ha perso centinaia di miliardi negli ultimi anni. Lo ha sottolineato il presidente della Camera di Commercio russo-tedesca Matthias Schepp, secondo cui è fondamentale tutelare gli investimenti tedeschi ancora presenti nel Paese e mantenere aperti i canali economici in vista della fine del conflitto in Ucraina. A San Pietroburgo vi era pure Stefan Dürr, fondatore del gruppo agroalimentare EkoNiva, uno dei maggiori produttori lattiero-caseari della Russia e Thomas Bruch, uno degli uomini più ricchi di Germania con un patrimonio da 1,4 miliardi di euro e dirigente della catena commerciale Globus.

Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana.


