Merz spara contro Mosca ma gli imprenditori tedeschi tornano al Forum di San Pietroburgo

Merz spara contro Mosca ma gli imprenditori tedeschi tornano al Forum di San Pietroburgo

31 Maggio 2026 0

Il cancelliere Friedrich Merz spara contro Mosca ma gli imprenditori tedeschi tornano al Forum di San Pietroburgo. A significare che il mondo economico europeo è già più avanti delle élite politiche che contribuiscono a proseguire il conflitto perenne con un nemico esterno.

Per la prima volta dall’inizio della guerra in Ucraina infatti, una delegazione di imprenditori tedeschi parteciperà ufficialmente al Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo (SPIEF), il principale evento economico della Federazione Russa, in programma dal 3 al 6 giugno.

Oltre le sanzioni occidentali

La presenza tedesca segna un ulteriore riavvicinamento tra una parte del mondo imprenditoriale europeo e il mercato russo. Il tutto nonostante le sanzioni occidentali ormai siano arrivate al Ventesimo Pacchetto. Matthias Schepp, presidente della Camera di Commercio Russo-Tedesca, ha commentato che è indispensabile mantenere aperti i canali economici in vista di un eventuale scenario postbellico e tutelare gli investimenti tedeschi ancora presenti nel Paese, stimati in oltre 100 miliardi di euro.

Tra i partecipanti annunciati da Die Welt figurano Stefan Duerr, fondatore del gruppo agroalimentare EkoNiva, uno dei maggiori produttori lattiero-caseari della Russia, e Thomas Bruch, storico dirigente della catena commerciale Globus. Secondo dati della Camera di Commercio Russo-Tedesca, circa 1.600 aziende tedesche continuano a operare nel Paese.

Un recente sondaggio condotto tra le imprese associate evidenzia che la maggioranza degli operatori valuta positivamente l’andamento delle proprie attività e non prevede un abbandono del mercato russo nel breve termine. Alcuni imprenditori ritengono inoltre che le sanzioni abbiano avuto conseguenze economiche rilevanti anche per la Germania, in particolare sul fronte energetico. (Forum SPB)

La riapertura del Davos russo a Europa e Stati Uniti

Negli ultimi anni il Forum di San Pietroburgo, spesso definito il “Davos russo”, ha progressivamente sostituito la presenza occidentale con delegazioni provenienti da Asia, Medio Oriente, Africa e America Latina. Tuttavia, secondo il giornale filo statunitense The Moscow Times l’edizione 2026 sembra registrare una cauta riapertura verso alcuni ambienti imprenditoriali europei e statunitensi. Secondo diverse fonti, al forum saranno presenti anche rappresentanti del business americano, seppur in numero molto inferiore rispetto al periodo precedente al conflitto.

Sul piano politico, la partecipazione tedesca non sarà limitata al mondo economico. Hanno infatti annunciato la loro presenza alcuni esponenti del partito Alternative für Deutschland (AfD), formazione che da tempo sostiene la necessità di ristabilire relazioni economiche e diplomatiche più strette con Mosca.

Il desiderio di un ritorno al passato

Prima dell’invasione dell’Ucraina, la Germania costituiva il principale partner commerciale europeo della Russia. Nel 2021 l’interscambio bilaterale aveva raggiunto quasi 60 miliardi di euro, mentre negli anni precedenti aveva superato anche gli 80 miliardi. Il drastico ridimensionamento dei rapporti economici successivo al 2022 non ha tuttavia cancellato completamente la presenza industriale tedesca nel Paese. Berlino è ancora uno dei principali investitori occidentali ancora attivi sul mercato russo.

La partecipazione degli imprenditori tedeschi allo SPIEF 2026 evidenzia così il crescente contrasto tra le scelte politiche adottate dai governi occidentali e le valutazioni di una parte del settore privato, interessata a preservare relazioni economiche considerate strategiche nel lungo periodo.

Lo zoccolo duro del business occidentale in Russia

Presenza Aziende Occidentali in RussiaD’altra parte oltre 11.600 aziende occidentali operano ancora nel territorio russo. A fare business con Mosca in particolare gli imprenditori americani e tedeschi. Si pensi che nel solo 2023 il fatturato complessivo di questi imprese secondo The Insider raggiungeva i 203 miliardi di dollari.

Spazzata via la concorrenza sono migliorati anche i risultati, rispetto al periodo prebellico. Ad esempio la svizzera InterRail Holding ha visto triplicare i propri ricavi. La francese Bongrain Europa Vostok ha registrato una crescita del 100% e la teutonica AscoBloc Debag Rus ha aumentato i propri guadagni di 5,5 volte.

La Russia nel frattempo ha incassato circa 5miliardi di tasse da queste imprese, Stati Uniti in testa (1,2 miliardi di imposte)

 

Marco Fontana
marco.fontana

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