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Corte Suprema Polonia al Governo: riaprite il confine ai media

La Corte suprema polacca ha definito “incompatibile” con la normativa vigente il divieto di accesso dei media nell’area di confine polacco-bielorussa dove ad oggi è impedito loro di riferire sulla crisi migratoria in corso da sei mesi. La Corte era stata chiamata a pronunciarsi in merito a seguito dell’arresto di due giornalisti del canale televisivo Arte e un giornalista dell’AFP che si erano trovati per un errore di orientamento nella zona interdetta lo scorso settembre. 

La Polonia ha costruito infatti un recinto di filo spinato e ha ammassato migliaia di soldati lungo i 400 km di confine polacco-bielorusso. Ha inoltre imposto a settembre, lungo tutto il confine, lo stato di emergenza, le cui disposizioni sono state rinnovate dopo la scadenza con un decreto ministeriale che blocca tuttora l’accesso ai giornalisti ma anche alle organizzazioni umanitarie e vieta di aiutare i migranti che vagano nei boschi a temperature spesso sotto lo zero. La Corte Suprema ha rigettato queste misure ricordando come la Costituzione polacca garantisca non solo “la libertà di circolare sul territorio della Polonia“, ma anche “di raccogliere e diffondere informazioni“. Quanto ai media, “non è lecito stabilire che questo specifico gruppo professionale rappresenti una minaccia ai passi compiuti” dallo Stato.

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