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Caporedattore locale Al Jazeera arrestato in Sudan

Il redattore capo della sua redazione sudanese El Musalmi El Kabbashi è stato arrestato in piena notte da parte delle forze di sicurezza di Khartum. “Al Jazeera condanna con la massima fermezza le azioni riprovevoli dei militari e chiede alle autorità di rilasciare immediatamente El Kabbashi e di consentire ai suoi giornalisti di operare senza ostacoli, liberi di esercitare la loro professione senza paura o intimidazioni“, si legge in una nota dell’emittente. Il responsabile è stato preso in custodia senza fornire alcun motivo per la sua detenzione. Al Jazeera ha accusato la giunta militare sudanese dell’arresto, sottolineando che le autorità sono responsabili “della sicurezza di tutti i suoi dipendenti – e ha aggiunto -. In un mondo in cui i media e i giornalisti affrontano minacce crescenti, Al Jazeera vede l’accaduto come un attacco alla libertà di stampa nel suo insieme e invita le organizzazioni internazionali per i diritti umani e i media a condannare questa violazione della sicurezza dei giornalisti”.

Già nel 2019, durante le proteste che portarono alla deposizione dell’ex presidente Omar al Bashir, le forze di sicurezza hanno chiuso l’ufficio dell’emittente a Khartum e revocato i permessi di lavoro ai corrispondenti della rete nel Paese. L’arresto di El Kabbashi arriva il giorno dopo che le forze di sicurezza hanno represso con gas lacrimogeni ed armi da fuoco i manifestanti che a Khartum e nella vicina città di Omdurman hanno protestato a migliaia contro il golpe del 25 ottobre ed il ripristino di un Consiglio militare di transizione guidato dal capo dell’esercito, Abdel Fattah al Burhan. Secondo l’opposizione nelle proteste di ieri sono morte almeno sei persone, tre secondo le autorità al potere. Il quotidiano Sudanile ha pubblicato un elenco dei nomi dei feriti dai proiettili delle autorità golpiste. L’elenco riguarda solo tre ospedali: quello di Khartoum, ovvero l’ospedale Al-Arbaeen a Omdurman, all’East Nile Hospital di Bahri e al Royal Care Hospital. Secondo questa ricostruzione sarebbero sei i morti e centinaia i feriti anche gravi tanto che il numero sarebbe destinato a raddoppiare a causa delle gravi lesioni subite da alcuni dei feriti.

Come riportato da Reporter Senza Frontierela cacciata di al-Bashir aveva posto fine a tre decenni di dittatura durante i quali il Sudan è stato uno dei terreni più ostili al mondo per i giornalisti. Il National Intelligence and Security Service (NISS) ha guidato la censura del regime, arrestando giornalisti, chiudendo giornali, confiscando interi numeri appena usciti dalla stampa e imponendo linee rosse che non potevano essere attraversate impunemente. RSF ha registrato più di 100 arresti di giornalisti al culmine della caccia alle streghe contro i media negli ultimi giorni del regime“, la deposizione però del Governo di transizione ha bloccato il processo di democratizzazione anche in materia di media e i risultati si vedono con l’arresto di El Kabbashi.

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