12 Aprile 2026 – Ungheria, Viktor Orban sconfitto dopo 16anni. Vince il candidato del Ppe
Con il 96,89% dei voti scrutinati, Tisza, il partito di Peter Magyar, dovrebbe ottenere 138 seggi nel nuovo Parlamento in Ungheria, contro i 55 di Fidesz di Viktor Orban e i 6 del partito di estrema destra Mi Hazank.
“Un risultato doloroso ma chiaro“. Così il presidente uscente sull’esito del voto in Ungheria, che segna la fine dei suoi 16 anni al governo.
I voti di lista relativi a questa quota proporzionale assegnano il 49,4% a Tisza, il 42% a Fidesz di Viktor Orban e il 6,1% all’estrema destra di Mi Hazank. Una vittoria quindi su misura nella parte proporzionale.
L’Unione europea deve ripensare le regole dell’unanimità, limitare il potere di veto in settori sensibili e dotarsi di strumenti più efficaci per difendere la propria integrità. Renew Europe è questo l’invito dopo l’esito del voto ungherese.
Raid aerei israeliani hanno colpito diverse località del sud del Libano.
“Se gli Stati Uniti vogliono trovare una via d’uscita, l’unica strada è decidere di guadagnarsi la fiducia del popolo iraniano“. Lo ha dichiarato, secondo i media persiani, il presidente del Parlamento di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf.
Il ministero degli Esteri saudita ha presentato una “nota di protesta” all’ambasciatore iracheno in seguito a quelli che ha definito continui attacchi con droni lanciati dal territorio iracheno contro l’Arabia Saudita e i vicini Stati del Golfo.
I Guardiani della rivoluzione iraniani hanno avvertito che qualsiasi nave militare in avvicinamento allo stretto di Hormuz andrà incontro a una risposta severa.
Sarebbe stato arrestato con l’accusa di corruzione Umit Erkol, leader nell’area di Ankara del Partito Popolare Repubblicano (Chp), principale forza d’opposizione turca.
Donald Trump ha minacciato la Cina, uno dei maggiori partner commerciali degli Stati Uniti, con dazi del 50% sulle sue merci qualora Pechino fornisse aiuti militari all’Iran nella guerra in Medio Oriente.

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