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Zambia: polemica sulle intercettazioni ai politici trasmesse in televisione

Si sta discutendo molto in Zambia a proposito dell’intercettazione telefonica della conversazione fra due membri del governo, resa pubblica dal canale televisivo KBN. Da quanto si apprende nell’audio incriminato, un consigliere presidenziale avrebbe chiesto a un segretario permanente di interferire nelle operazioni di un certo partito politico. Il direttore di KBN è stato quindi convocato dalla polizia. Il ministro dell’Informazione e della Stampa Chushi Kasanda ha ammonito i giornalisti chiedendo loro di astenersi dalla tentazione di divulgare informazioni senza aver prima effettuato una verifica. Secondo Kasanda, quello che ha fatto la KBN contrasta con l’etica professionale e i principi basilari del giornalismo. La libertà di stampa non è qualcosa di assoluto, ma è accompagnata dalla responsabilità che spetta al giornalista e che comprende la verifica delle notizie prima della pubblicazione, l’equilibrio, l’oggettività e la precisione, ha dichiarato la Kasanda, che ha aggiunto come ciò sia fondamentale proprio al giorno d’oggi, perché con i social network le informazioni potenzialmente false sono condivise anche da individui che non sono giornalisti. Il Ministro ha sottolineato che il governo si impegna in ogni caso a rispettare la libertà dei mass media e l’indipendenza degli editori, aspettandosi però che i giornalisti operino in maniera responsabile e professionale. L’attivista sociale Laura Miti ha reagito alle parole del Ministro invitandola a esprimersi in merito alla vicenda invece che condannare il comportamento dei giornalisti. Secondo la Miti, gli zambiani sono interessati a sapere se effettivamente un appartenente alla cerchia presidenziale abbia fatto pressioni su un altro politico di vertice affinché usasse il potere pubblico per ostacolare un partito di opposizione. Infine ha esortato il ministro Kasanda a lasciare in pace i giornalisti e a focalizzarsi piuttosto sulla legge di accesso alle informazioni.

Intanto, la Commissione Anti-Corruzione ha arrestato l’ex brigadier generale dell’esercito zambiano Gilbert Wails Mulenga e il direttore esecutivo della Divisione presidenziale speciale di Lusaka Bruce Aongola. Entrambi sono accusati, separatamente, di corruzione e di abuso d’ufficio con la finalità di aggirare le procedure previste per l’esportazione verso la Cina del pregiato legno di mukula. I due sono stati rilasciati su cauzione e sono in attesa di comparire a giudizio. Negli ultimi mesi vi era stato un altro caso piuttosto rumoroso che aveva coinvolto Ackson Tembo, importante uomo d’affari della capitale Lusaka e titolare della ACK General Suppliers. La Commissione Anti-Corruzione ha fermato il trasporto di tronchi di mukula in viaggio verso Namibia e Zimbabwe su camion appartenenti a Tembo, che è stato poi arrestato dalla Commissione per il Trasferimento dei prodotti forestali per la mancanza della licenza e per l’esportazione illegale del mukula.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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