Washington espelle l’ambasciatore del Sudafrica

Washington espelle l’ambasciatore del Sudafrica

17 Marzo 2025 0

Il 15 marzo gli Stati Uniti hanno dichiarato l’ambasciatore sudafricano persona non grata. L’espulsione del diplomatico è solo l’ultimo episodio di una serie di screzi fra i due Paesi, le cui relazioni sono peggiorate ulteriormente con l’insediamento di Trump.

I motivi dell’espulsione

La grave decisione è stata annunciata su X dal segretario di Stato americano Marco Rubio, che ha definito l’ambasciatore Ebrahim Rasool come un politico avvezzo a provocazioni razziste, che odia l’America e che non è più il benvenuto nel nostro grande Paese. Come specificato dallo stesso Rubio, il motivo scatenante è rappresentato dalle parole dell’ambasciatore durante un seminario online sull’attuale amministrazione repubblicana e sulle sue implicazioni per il Sudafrica. Nel suo discorso, il diplomatico avrebbe infatti accusato Trump di essere un suprematista bianco e di comportarsi in modo aggressivo sia in politica interna che estera. Qui si riferiva probabilmente all’appoggio americano a Israele, mentre il Sudafrica tende verso i palestinesi. Rasool era già stato capo della missione diplomatica sudafricana durante la presidenza Obama, dal 2010 al 2015. Grazie alla sua lunga esperienza l’incarico gli era stato nuovamente affidato nel 2024. Ora ha 72 ore per lasciare gli USA.

Le reazioni in Sudafrica

L’ufficio del presidente sudafricano Cyril Ramaphosa ha rilasciato un comunicato in cui definisce “deplorevole” il gesto di Washington, ma ribadisce l’impegno a proseguire relazioni bilaterali “reciprocamente proficue”. Il ministro degli Esteri Ronald Lamola ha detto di voler evitare repliche astiose sui social, spiegando che fra i due governi occorre un chiarimento vis-à-vis. Le opposizioni chiedono una reazione forte. Il segretario generale del partito Pan Africanist Congress ha definito quello degli USA un “attacco alla sovranità del Sudafrica”, mentre l’Ekonomiese Vryheidsvegters ha chiesto a Ramaphosa di non permettere che il Paese venga bullizzato dal pagliaccio arancione che siede alla Casa Bianca. L’ex ambasciatore della vicina Namibia Pius Dunaiski ha evidenziato la particolarità del caso Rasool, espulso di fatto via social. Ha sottolineato come nel mondo della diplomazia un’azione simile venga intrapresa solitamente in casi precisi come spionaggio, ingerenze interne, dichiarazioni diffamatorie o istigatrici nei confronti dello Stato ospitante.

Il peggioramento delle relazioni

L’ex ambasciatore americano in Sudafrica Patrick Gaspard ha detto che i rapporti fra i due Paesi oggi sono al minimo storico e che c’è troppo in gioco per non lavorare alla riparazione della partnership. In effetti le relazioni non erano buone nemmeno sotto l’amministrazione Biden, che mal digeriva l’appoggio politico ed economico del Sudafrica alla Russia, entrambi Paesi BRICS, e le loro esercitazioni militari congiunte. Nel 2023 l’ambasciatore USA Reuben Brigety aveva accusato i sudafricani di violare le sanzioni fornendo armi a Mosca, ma si era poi scusato pubblicamente. A febbraio Trump ha congelato l’assistenza internazionale al Sudafrica, la cui colpa sarebbe di aver denunciato Israele alla Corte internazionale di giustizia accusandolo di genocidio e violazione dei diritti umani. L’altra colpa è la legge sugli espropri terrieri, con la quale secondo Washington il governo sudafricano starebbe discriminando la minoranza bianca afrikaner confiscando i loro beni.

Redazione Strumenti Politici
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