Violenza verbale sul web: le lezioni di odio del professor Addeo
Ha tentato il suicidio l’insegnante napoletano Stefano Addeo, che aveva pubblicato un post delirante contro la premier Giorgia Meloni. Alcuni giorni fa sulla sua pagina Facebook aveva augurato alla figlia della Presidente del Consiglio di “fare la stessa fine” della ragazza di Afragola uccisa dall’ex fidanzato.
La pezza è peggiore del buco
Prima di ingerire una dose di farmaci potenzialmente letale, ha scritto una lettera aperta alla Meloni, pubblicata dal quotidiano “Roma”. Voleva giustificarsi per il post scioccante dicendo di aver utilizzato l’Intelligenza Artificiale. Ma è una colossale balla, dal momento che l’IA non può generare frasi d’odio, in particolare se rivolte contro personalità pubbliche. Prima di tentare goffamente il suicidio ha affermato: Non ho retto a tutto l’accanimento mediatico che c’è stato nei miei confronti. Ho commesso un errore, ma non dovevo essere crocifisso in questo modo, mi hanno linciato.
Domande necessarie
Ora, c’è da chiedersi anzitutto se vi sia stato davvero accanimento contro di lui. La seconda domanda da fare – anzi da fargli – è se rientra nella normalità l’augurare a qualcuno di subire violenze e morte perché ha idee diverse dalle nostre. Ed è forse giusto che si possano pubblicare post di questa natura senza subire alcuna sanzione?
Se il post del docente di tedesco non fosse apparso sui quotidiani, allora sarebbe rimasto sostanzialmente ignorato, come le altre migliaia di commenti d’odio che vengono riversati sulle pagine social dei politici e dei personaggi pubblici, senza che nessuno intervenga. Il web oggi è una giungla dove dare sfogo a bassi istinti con la scusa dell’impunibilità. Se esiste un limite alla libertà di parola quando essa viene usata nella vita reale, allora perché non esiste quando apriamo il computer o entriamo nei social dal cellulare?
Era recidivo
Infine la domanda più importante: è normale che un messaggio di odio venga pronunciato da un educatore, da un insegnante? Nelle scuole italiane ci sono professori che fanno allegramente politica invece di impegnarsi a trasmettere la propria conoscenza agli studenti. Ciò accade quotidianamente nella totale connivenza dei sindacati e di certi partiti. Il professor Addeo, che ha lamentato di subire un linciaggio e ha cercato di sminuire il misfatto derubricandolo a mera “frase infelice”, aveva già attaccato verbalmente i figli di leader politici a lui sgraditi. Pochi giorni prima della Meloni, infatti, aveva augurato la stessa sorte dei palestinesi di Gaza ai figli del premier e pure dei vicepremier. Forse sarebbe ora di introdurre delle regole per evitare il ripetersi di questi stupidi e spiacevoli episodi.

Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E’ direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E’ stato direttore responsabile della rivista “Casa e Dintorni”, responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell’assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell’assessorato all’Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos.

