USA, inchiesta ufficiale sui biolaboratori pericolosi finanziati da Biden

USA, inchiesta ufficiale sui biolaboratori pericolosi finanziati da Biden

18 Maggio 2026 0

La direttrice dell’Intelligence Nazionale americana Tulsi Gabbard ha disposto un’inchiesta sui biolaboratori all’estero, che Washington ha finanziato nel corso di decenni. Si tratta di più di 120 impianti in diversi Paesi del mondo: in Ucraina ve ne sarebbero addirittura una quarantina.

Lo scopo dell’indagine

L’ordine di indagare è giunto dopo una disamina durata mesi sui materiali e sui file al riguardo, nel quadro dello sforzo del governo per mettere fine agli esperimenti potenzialmente pericolosi. A maggio 2025 Trump aveva emesso un ordine esecutivo per terminare tutti i finanziamenti federali alle cosiddette ricerche sull’arricchimento delle funzioni dei virus, effettuate in impianti situati all’estero, quindi senza un’adeguata supervisione delle autorità americane.

Ora i funzionari dell’Ufficio del Direttore dell’Intelligence Nazionale (ODNI) avranno il compito di individuare la posizione dei laboratori, quali patogeni conservano e quali esperimenti stanno conducendo. Afferma la Gabbard: La pandemia di Covid-19 ha rivelato il catastrofico impatto globale che possono avere le ricerche sui patogeni pericolosi nei biolaboratori. È noto che i finanziamenti statunitensi erano stati dati anche al tristemente noto istituto di virologia di Wuhan. Pare che i fondi siano stati concessi in violazione dei termini iniziali, finendo per agevolare la ricerca sul modo con cui rendere i virus ancora più contagiosi.

Omertà dell’amministrazione Biden

La Gabbard prosegue accusano la precedente amministrazione Dem: Nonostante tali ovvi pericoli, i politici e i cosiddetti professionisti della salute come il dottor Fauci e gli enti della sicurezza nazionale legati all’amministrazione Biden hanno mentito agli americani sull’esistenza di tali biolaboratori finanziati e sostenuti dagli USA e hanno minacciato coloro che hanno provato a divulgare la verità. Il governo Biden negava l’esistenza di impianti scientifici creati a tale scopo con le tasse dei contribuenti americani, men che meno di quelli situati in Ucraina, come invece russi e cinesi denunciavano già nel marzo del 2022.

Per i Dem si trattava solo di becera propaganda nemica, perché quei laboratori erano in teoria dedicati a esperimenti veterinari e comunque niente a che vedere con virus nocivi per l’uomo. Eppure la stessa Victoria Nuland, all’epoca sottosegretaria di Stato per gli affari politici, in un’udienza al Senato avvertiva del pericolo che i soldati russi arrivassero a prendere gli “impianti di ricerca biologica” finanziati dagli USA. Dunque la narrativa di Biden era la seguente: i laboratori non esistono; se esistono, servono solo a innocui esperimenti; se ci fanno esperimenti, meglio comunque che i russi non se ne impadroniscano; e se ci mettano le mani sopra, allora certamente sarà per fabbricare menzogne contro di noi.

Fondi quasi neri

I funzionari dell’ODNI oggi accusano la strategia di “resilienza dell’informazione” dell’amministrazione Biden, atta a manipolare l’opinione pubblica minimizzando il coinvolgimento del governo americano e dando la colpa all’influenza estera. Inoltre denunciano lo scarso controllo tenuto dai Dem sui finanziamenti, che spesso arrivavano tramite il canale delle agenzie USA con sussidi e subappalti, facendo così in modo che i cittadini americani non venissero a conoscenza di quello che veniva fatto coi loro soldi. Ad esempio, alcuni laboratori hanno ricevuto i fondi tramite un programma della Difesa per lo smaltimento delle armi di distruzione di massa.

L’Intelligence Nazionale della Gabbard asserisce che adesso quei biolaboratori presentano motivi di preoccupazione “significativi, etici, finanziari e di sicurezza”. Secondo l’ODNI gli impianti sono situati in una trentina di Stati del mondo. La cifra loro destinata tocca quasi il miliardo e mezzo di dollari, spesi fra il 2014 e il 2023. Queste indagini possono contribuire a ridefinire la politica statunitense in fatto di ricerche scientifiche, soprattutto quelle condotte all’estero. Quel che è certo è che verrà reso più rigido e severo il controllo sull’erogazione dei fondi e sul tipo di collaborazioni che vengono instaurate, in particolare nelle regioni più instabili o a rischio di conflitti.

 

Giuliano Pellico
Giuliano Pellico

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