Trump tira le orecchie a Merz: via 5mila soldati americani dalla Germania
I politici tedeschi sono soliti criticare senza pietà persino gli alleati più stretti. Lo hanno fatto recentemente coi francesi, giudicati taccagni negli investimenti per la difesa comune. Ma a questo giro a Berlino è arrivata una poderosa tirata d’orecchie da parte di Trump. Quasi una punizione per l’insolenza dimostrata.
Merz critica pesantemente gli USA
La scorsa settimana il cancelliere Merz ha commesso l’imprudenza di affermare che nel conflitto con Teheran gli USA “chiaramente non possiedono alcuna strategia”. Anzi, finora sono stati “umiliati” dagli iraniani, che sono invece “molti abili nel negoziare, o meglio nel non negoziare”, lasciando gli statunitensi col cerino in mano dopo che erano andati a Islamabad a parlare. Come osa esprimersi così? Trump ha subito replicato sui social dicendo che il cancelliere “non sa di cosa parla” e suggerendo che per lui va bene che l’Iran acquisisca l’arma atomica. Poi la frustata presidenziale: ritireremo una notevole fetta del contingente militare dalla Germania.
Il ritiro dei soldati americani
Trump non è nuovo a critiche pesanti verso la NATO e i membri europei. Purtroppo la sua acredine è peggiorata quando alcuni di essi hanno sostanzialmente o apertamente rifiutato di accodarsi a lui per riaprire lo Stretto di Hormuz. Dopo aver “sgridato” il premier spagnolo Sanchez e quello britannico Starmer, sembrava quasi aspettare l’occasione giusta per farla pagare agli alleati più riottosi. Così, alla luce di quanto detto da Merz, il portavoce del Pentagono Sean Parnell ha comunicato che la decisione dell’abbandono della Germania “segue una profonda revisione della postura americana in Europa”, effettuata guardando alle “esigenze e alle condizioni sul campo”. Aggiunge che il ritiro dei militari avverrà nell’arco di 6-12 mesi. Trump ha ipotizzato un ritiro pure dalla Spagna e dall’Italia e ha rincarato la dose contro la Germania, dichiarando che potrebbe spostare un numero di soldati molto superiore a quello inizialmente comunicato, cioè 5mila unità.
Stavolta fa sul serio?
Nel quadro dello spostamento delle forze militari dall’Europa all’area dell’Indo-Pacifico, lo scorso anno gli USA avevano già ridotto la presenza militare in Romania. Ma Trump non aveva attuato le minacce di ritirare un contingente dalla Germania fatte durante il suo primo mandato. Questa volta forse fa sul serio. Vi sono attualmente sul suolo tedesco 36mila militari americani in servizio attivo, il gruppo più consistente in Europa, seguito dall’Italia con 12mila unità e dal Regno Unito con 10mila. In totale, nel Vecchio Continente stazionano dagli 80 ai 100mila soldati statunitensi. Senza dire dei silos dei missili nucleari, la Germania ospita diverse strutture di grande importanza strategica, in particolare la base aerea di Ramstein e l’ospedale di Landstuhl (nel quale è stato curato il personale ferito nelle guerre in Iraq e in Afghanistan).
Un ritiro “prevedibile”
Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha affermato che tale ritiro era qualcosa di “prevedibile”, essendo un’ipotesi già ventilata in passato. Ha però aggiunto che “la presenza di soldati americani in Europa e soprattutto in Germania è nell’interesse sia dei tedeschi che degli USA”. Dunque gli europei dovranno assumersi una maggiore responsabilità per la propria difesa, ha concluso. E in questo senso Berlino dà il buon esempio, con il grosso aumento degli investimenti nel comparto militare-industriale e della spesa pubblica per la difesa. Se Trump l’aveva accusata di impegnarsi troppo poco, restando al di sotto del 2% del PIL previsto dagli accordi NATO, oggi la Germania può vantarsi di aver portato a oltre 100 miliardi di euro tali investimenti, raggiungendo il 3,1% del PIL se si considera l’assistenza bellica all’Ucraina.
Timori dalla NATO e resistenza dal Congresso
All’Alleanza Atlantica vorrebbero dei chiarimenti da Washington. C’è il timore che le azioni prefigurate da Trump possano portare a un serio indebolimento dell’organizzazione. La portavoce Allison Hart ha comunicato che si sta lavorando per conoscere i dettagli della decisione della Casa Bianca. A sua volta il premier polacco Donald Tusk ha dichiarato che più che dai nemici esterni, “la comunità transatlantica è minacciata dalla disintegrazione interna”. Trump sta incontrando una forte resistenza bipartisan al Congresso: molti dei senatori sia Dem che repubblicani sostengono infatti che il messaggio implicito nel ritiro delle truppe sia negativo, soprattutto con riferimento alla Russia. Un contingente di 5mila uomini avrebbe un impatto limitato sulle capacità di combattimento complessive, ma è pur sempre qualcosa di gravemente negativo a livello di immagine.

Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana.


