Promoveatur ut amoveatur? Zelensky mette a capo del suo ufficio il vertice dell’intelligence militare

Promoveatur ut amoveatur? Zelensky mette a capo del suo ufficio il vertice dell’intelligence militare

4 Gennaio 2026 0

Zelensky ha nominato come nuovo capo dell’ufficio presidenziale il tenente generale Kyrylo Budanov, dal 2020 al vertice dell’intelligence militare. Budanov prende il posto che era vacante da novembre a causa delle dimissioni di Andrii Yermak, per molti anni braccio destro di Zelensky, che aveva lasciato a seguito dell’imponente scandalo di corruzione che ancora scuote i palazzi del potere di Kiev.

Un momento particolare per la nomina

La nomina di un soggetto con preparazione e caratteristiche militari e di spionaggio avviene in un momento cruciale, proprio quando il piano di pace sembra prendere corpo. L’Ucraina ora ha bisogno di concentrarsi sulla sicurezza, sullo sviluppo delle forze di difesa e sulla via diplomatica delle trattative: l’Ufficio della presidenza servirà prima di tutto all’adempimento di tali compiti del nostro Stato, scrive Zelensky su X. E aggiunge: Kyrylo ha un’esperienza specializzata di questi ambiti e un’energia sufficiente per ottenere i risultati.

In precedenza, Budanov aveva condotto dei colloqui per lo scambio di prigionieri e appare frequentemente sui media nazionali, pur avendo uno stile di comunicazione sobrio e talvolta enigmatico, soprattutto a proposito delle azioni ostili o terroristiche compiute in territorio russo. Nel 2023, intervistato dall’agenzia di stampa Reuters, ha affermato che la sua immagine pubblica costituisce una parte fondamentale nella “battaglia dell’informazione” contro Mosca. Oggi dichiara che il suo nuovo incarico “è sia un onore che una responsabilità, in un momento storico per l’Ucraina, per concentrarsi sulle questioni di importanza critica della sicurezza strategica dello Stato”.

La carriera di Budanov

Budanov, 39 anni, guidava il GUR, il servizio di intelligence che risponde al Ministero della Difesa. Sotto la sua direzione l’agenzia ha ampliato l’ambito operativo per colpire obiettivi anche dentro la Federazione Russa. Ha quindi fatto un lavoro di coordinamento di vari elementi, fra sabotaggi delle infrastrutture russe, interventi speciali contro singoli individui o strutture di comando e intelligence in senso lato. Gli vengono attribuiti anche atti terroristici contro installazioni civili e omicidi eccellenti di cittadini russi. Si dice che il GUR abbia collegamenti diretti coi servizi britannici dell’MI6 e che lo stesso Budanov sia uomo della CIA. Non ha mai fornito troppi dettagli, ma si sa che è sfuggito a tentativi di assassinio e che è stato ferito tre volte. I media ucraini lo definiscono “l’uomo senza sorriso”. Al suo posto, Zelensky ha messo il capo dei servizi segreti esteri Oleg Ivashchenko.

I possibili motivi della scelta

Zelensky ha descritto questa scelta come parte dello sforzo del governo per concentrarsi su difesa, diplomazia e sicurezza. Vi sono comunque elementi di novità e di cambiamento che è impossibile ignorare. Il primo e il più importante è che a capo di un ufficio con funzioni civili salga un soggetto con un profilo strettamente militare, di spionaggio e di servizio allo Stato. Costui inoltre va a sostituirne uno che aveva caratteristiche opposte, un’eminenza grigia con contatti nel mondo degli affari e della politica condotta dentro e fuori le istituzioni.

Viene dunque da pensare che Zelensky voglia rafforzare la presa sull’apparato statale, soprattutto sulle autorità militari e paramilitari e sulla società, il cui controllo sta ormai sfuggendo di mano. Infatti la gente comune è stanca della guerra e del malaffare, mentre in Parlamento si pensa alle future elezioni. Per consolidare un regime in via di disfacimento un soggetto come Budanov è ideale, perché capacissimo di ricorrere alla forza e al terrore, metodi che vanno a segno più in fretta della rete di clientele e di corruzione del suo predecessore Yermak.

Togliere di un mezzo un concorrente

Un altro possibile motivo per avvicinare Budanov è di estrometterlo in questo modo dalla corsa presidenziale. Promoveatur ut amoveatur, dicevano i latini: Zelensky potrà usufruire dei suoi servigi in un ufficio che risponde direttamente a lui e riceverne il prestigio in via riflessa, impedendogli di sorpassarlo o di mettersi contro. Budanov gode infatti della considerazione popolare: è un veterano di guerra decorato e di provato odio verso Mosca, avendo fra l’altro affermato “la necessità di ammazzare i russi ovunque possibile”. Nei sondaggi per le presidenziali si posizionava solitamente fra i primi tre o quattro papabili, mentre adesso lavorando direttamente per Zelensky porterà quindi acqua al suo mulino. Al tempo stesso sottrarrà consensi all’altro grande rivale, l’ex comandante delle Forze armate ucraine Valery Zaluzhny, oggi ambasciatore nel Regno Unito.

E forse diminuirà la lotta interna fra il GUR e lo SBU, il servizio di sicurezza che risponde alla presidenza ucraina. Le due agenzie di solito si sono contendono i “meriti” per le azioni terroristiche contro i russi, dall’attentato al centro fieristico Crocus di Mosca all’autobomba che uccise Darya Dugina.

 

Martin King
Martin King

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