La Costa Rica si schiera con El Salvador nella lotta al crimine organizzato

La Costa Rica si schiera con El Salvador nella lotta al crimine organizzato

2 Gennaio 2026 0

La Costa Rica aveva registrato nel 2024 un tasso di 17,2 omicidi ogni 100mila abitanti. La colpa di una cifra così alta è da imputare al crimine organizzato e al narcotraffico. Intanto, nel 2025 il Paese è sceso al 58esimo posto nella relativa classifica mondiale stilata dal Global Initiative Against Transnational Organized Crime. Oggi il governo sta cercando di porre rimedio al peggioramento della situazione. Il presidente Rodrigo Chaves ha deciso di ispirarsi alle pratiche di El Salvador, il cui governo è riuscito a fermare un’escalation di violenza ancora più terribile che in Costa Rica.

Escudo de las Américas

A dicembre ha firmato col presidente salvadoregno Nayib Bukele un’alleanza di sicurezza denominata Escudo de las Américas, pensata allo scopo di contrastare il crimine nella regione e agevolare la crescita comune. Il patto delinea una cornice legale in cui i due Stati condivideranno e coordineranno le risorse per la sicurezza e il progresso economico. Ad esempio scambieranno i dati di intelligence, effettueranno operazioni congiunte contro le gang e allargheranno gli ambiti di commercio e investimento. Il trattato è aperto alla partecipazione di altri Paesi centroamericani. Chaves considera questa collaborazione come un passo avanti verso il ritrovamento della sicurezza e della pace interna di un Paese come la Costa Rica tradizionalmente tranquillo, ma che negli ultimi anni ha vissuto un terribile aumento di omicidi e di violenze, soprattutto legate alla droga. Per Chaves è una doppia sfida, perché lui stesso oggi deve difendersi dalle accuse che rischiano di determinarne l’impeachment.

Carcere duro contro le gang

Chaves un domani subirà probabilmente accuse di violazione di diritti umani a seguito dell’implementazione delle misure di sicurezza ispirate al modello salvadoregno. Infatti vorrebbe costruire una prigione simile al carcere di massima sicurezza di El Salvador, il CECOT, che viene usato anche per ricevere i soggetti espulsi dagli Stati Uniti. Chaves lo ha visitato nel 2025 e ha chiesto a sua volta a Bukele di venire in Costa Rica a gennaio per proseguire il lavoro sulla cooperazione. Il problema maggiore rimane quello del narcotraffico, perché il Costa Rica viene utilizzato come luogo di transito della cocaina diretta in Nordamerica e in Europa. Purtroppo a ciò si aggiunge il contrabbando di articoli di abbigliamento, di cosmetici, di armi e soprattutto di medicinali: quelli contraffatti sono triplicati a partire dal 2023. Completa il terribile quadro il traffico di esseri umani, sfruttati nella prostituzione, nel lavoro nei campi e in quello domestico.

Appelli dalle ambasciate

Intanto negli ultimi due mesi le ambasciate del Canada e degli USA hanno emesso degli appelli ai cittadini in viaggio nel Costa Rica per metterli in guardia dai potenziali rischi. Chiedono loro di stare particolarmente attenti ai criminali che prendono i mira i turisti con furti, rapine a mano armata, truffe, sottrazione dei passaporti e violenze varie.

 

Redazione Strumenti Politici
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