Processo in Germania contro i sabotatori ucraini del Nord Stream

Processo in Germania contro i sabotatori ucraini del Nord Stream

14 Luglio 2026 0

In Germania la magistratura ha raccolto le prove della complicità di Kiev nel sabotaggio del Nord Stream. Sarebbe stato lo stesso governo ucraino a ordinare la distruzione dell’infrastruttura energetica.

Sabotatori alla sbarra

Gli inquirenti tedeschi hanno comunicato la conclusione alla quale sono giunti dopo mesi di indagini: a ordinare e coordinare l’attentato al gasdotto sono state le autorità di Kiev. A compierlo materialmente sarebbe stata la squadra guidata da Serhii Kuznietsov, 50 anni, che nel 2022 era ufficiale dell’esercito ucraino, così come i suoi sei complici che costituivano personale militare. Un altro sospettato è stato fermato a Varsavia, ma il tribunale polacco ha negato l’estradizione. Kuznietsov invece era stato arrestato in Italia ed estradato in Germania nell’agosto 2025.

Le accuse contro di lui sono: crimine di guerra compiuto portando un attacco contro un sito civile, interruzione di pubblico servizio, distruzione di infrastrutture e l’aver provocato un’esplosione. L’accusa più grave naturalmente è la prima, che la legge tedesca punisce con un minimo di tre anni di carcere. Il processo dovrebbe partire in autunno presso il tribunale di Amburgo. Il caso ricade geograficamente sotto la giurisdizione tedesca, perché le condutture sabotate terminano a Lubmin, località sul Mar Baltico nel land del Meclemburgo-Pomerania Anteriore. E inoltre perché ha avuto effetti sulla sicurezza nazionale e su quella energetica della Germania.

L’esecuzione dell’attentato

L’obiettivo dell’attentato era di “fermare in via permanente le forniture di gas tramite le condutture del Nord Stream 1 e 2, impedendo così alla Russia di finanziare il proprio sforzo bellico con gli introiti delle vendita del combustibile”. È questa la tesi degli inquirenti tedeschi, che hanno ricostruito il percorso dei sabotatori, tutti con abilità diverse (sommozzatori, esperti di esplosivi etc.) e giunti in Germania con passaporti falsi. Hanno quindi affittato un’imbarcazione chiamata “Andromeda”, con cui sono arrivati nei pressi dell’isola danese di Bornholm il 22 settembre. Hanno piazzato alle condutture sottomarine le cariche, che sono detonate quattro giorni più tardi, distruggendo tre dei quattro gasdotti.

Potenzialità da grave incidente diplomatico

In quel periodo, però, l’infrastruttura non era in attività. Il Nord Stream 1 infatti aveva appena sospeso il passaggio del gas, mentre il Nord Stream non era ancora entrato in servizio. Berlino ha comunque impiegato mesi per ripristinare il livello di forniture che riceveva dalla Russia: prima del sabotaggio, circa la metà del gas che acquistava arrivava proprio col Nord Stream. Considerando questo dato e considerando anche che la Germania è attualmente uno dei principali sponsor politici e militari dell’Ucraina, il caso ha le potenzialità per diventare uno scandalo diplomatico di enorme portata e di accendere gravi tensioni fra i rispettivi governo, come fanno notare il tedesco Deutsche Welle e il britannico The Telegraph.

Presunti colpevoli

Nel corso dell’inchiesta sono stati indicati come potenziali colpevoli non soltanto l’Ucraina, ma la stessa Russia, oltre agli USA e al Regno Unito. L’intelligence tedesca aveva ipotizzato la mani di Mosca, che si sarebbe inflitta un’auto-sabotaggio sfruttandolo come operazione di false flag per incolpare e screditare Kiev. Nel 2024 lo Wall Street Journal aveva invece attribuito la responsabilità a Zelensky, che avrebbe inizialmente approvato l’attentato, per poi richiamarlo a seguito di pressioni della CIA. Ma la squadra ha comunque portato a termine la sua missione speciale.

Oggi il presidente ucraino rifiuta di commentare il caso perché non sono stati rilasciati sufficienti dettagli dagli investigatori per potersi esprimere con cognizione di causa. Lo stesso Kuznietsov ha negato a sua volta ogni responsabilità. Anche il Procuratore generale dell’Ucraina sottolinea l’assenza di prove che accusino singoli o soggetti statali e che dunque inchiodino Kiev. Al tempo stesso specifica che il Paese è pronto ad aiutare per chiarire i fatti collegati al caso.

Nessun risarcimento, ma è stato atto di guerra

Nessuna compensazione monetaria per la Nord Stream AG, la società svizzera titolare dell’infrastruttura. Il tribunale di Londra ha infatti negato il risarcimento da 580 milioni di euro che ha chiesto alle sue compagnie assicurative Lloyd’s Insurance Company SA e Arch Insurance (EU) DAC. La giudice Clare Moulder ha stabilito che i danni ai gasdotti sono stati provocati come conseguenza diretta o indiretta di una guerra, sotto gli ordini o comunque con la compiacenza di un governo. Per questo motivo non rientrano nella casistica coperta dal premio assicurativo. La corte ha precisato che l’identità del governo mandante non è rilevante ai fini del giudizio, ma ha comunque considerato l’eventuale colpevolezza degli USA, della Russia e anche dell’Ucraina. Quale che sia il colpevole più probabile, afferma la giudice, il conflitto armato come causa significativa del sabotaggio è ciò che conta per escludere l’obbligo di risarcimento.

Martin King
Martin King

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