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Primi passi per la costruzione del gasdotto transahariano

Algeria, Nigeria e Niger hanno sottoscritto quest’oggi a Niamey un documento in cui si fissa il cronoprogramma per la realizzazione del gasdotto transahariano (Trans-Saharan
Gas-Pipeline, Tsgp).

Il patto è stato firmato nella capitale nigerina dal ministro algerino dell’Energia e delle Miniere, Mohamed Arkab, e dalle controparti di Nigeria e Niger, rispettivamente il ministro di Stato per le risorse petrolifere Timipre Sylva e il ministro del Petrolio e dell’Energia Mahamane Sani Mahamadou. La dichiarazione punterebbe a velocizzare l’ambizioso progetto. Nella dichiarazione, i ministri dei tre Paesi hanno palesato l’impegno di realizzare questo progetto strategico comune, che dovrebbe mettere in contatto il mercato europeo ai giacimenti di gas della Nigeria attraverso l’Algeria e il Niger. Un progetto ancor più centrale vista la crisi ucraina che potrebbe aver importanti ripercussioni sull’approvvigionamento di gas per l’Europa.

Il ministro di Stato nigeriano Sylva, il più esposto visto che sarà proprio il suo territorio a dover realizzare immediatamente 614 chilometri di gasdotto, ha dichiarato durante l’incontro tripartito che “i tre Paesi, in Stati vicini e africani, dovranno unirsi oggi più che mai per la realizzazione di questo progetto“. Da parte sua, Arkab ha ribadito l’impegno dell’Algeria per il completamento del gasdotto e la sua disponibilità a mobilitare “tutti i mezzi” per rendere questo progetto un successo, mentre il ministro del Petrolio nigerino ha espresso la propria soddisfazione per l’impegno reciproco dei tre paesi nella realizzazione dell’infrastruttura.

Con una lunghezza di 4.128 chilometri, di cui 1.037 chilometri in territorio nigeriano, 841 chilometri in Niger e 2.310 chilometri in Algeria, il gasdotto Tsgp sarà chiamato a collegare i giacimenti di gas della Nigeria (da Wari sul fiume Niger) al confine algerino, per collegarsi la rete algerina e commercializzare la produzione di gas nigeriana, in particolare sui mercati europei. Ora più che mai attenti a questa nuova offerta vista la crisi ucraina. Secondo le stime finanziarie stabilite quando è stato lanciato nel 2009, il costo di investimento di questo
progetto era stato stimato in 10 miliardi di dollari. Questo progetto non costituirebbe un vantaggio solo per i tre Paesi coinvolti ma potrebbe tradursi anche in una opportunità per l’Italia: la crisi diplomatica tra Marocco e Algeria potrebbe rilanciare il progetto Galsi, il gasdotto cioè tra Algeria-Sardegna-Italia concordato nel lontano 2001 e mai realizzato. Come ricordato da Nova l’Algeria ha deciso di non pompare altro gas attraverso il gasdotto Maghreb-Europa (Gme), che dal 1996 collega i giacimenti algerini di Hassi-R’Mel all’Europa attraverso Marocco per un tratto di 540 chilometri. Il contratto per questo gasdotto scade il 31 ottobre e l’Algeria ha chiarito che tutte le sue esportazioni di gas verso la Spagna saranno effettuate esclusivamente tramite il gasdotto MedGaz“. Sicuramente il gasdotto transahariano e il Galsi potrebbero costituire una valida alternativa per il potere di Algeri.

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