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Presidenza Tunisia conferma il tentato avvelenamento del presidente e rassicura il popolo tunisino: “è in buona salute”

TUNISI, 29 Gennaio 2021 – La Presidenza della Repubblica Tunisina ha chiarito in un comunicato ufficiale le notizie circolate sui media locali di un tentato avvelenamento del capo dello Stato, Kais Saied. L’ufficio presidenziale di Cartagine ha reso noto che lunedì 25 gennaio 2021, verso le cinque di sera, la Presidenza della Repubblica ha ricevuto una lettera speciale indirizzata al Presidente della Repubblica, aggiungendo che si trattava di una busta che non recava il nome del mittente. “Il direttore del gabinetto presidenziale, ha aperto questa missiva e l’ha trovata priva di qualsiasi scritta, ma non appena ha aperto la busta, la sua salute è peggiorata e si è sentita svenire e ha perso quasi completamente il senso della vista, oltre a un grande mal di testa”. Ha spiegato la nota, aggiungendo che un altro dipendente dell’ufficio presidenziale si trovava nella stanza nel momento in cui veniva aperta la corrispondenza e ha avvertito gli stessi sintomi, ma in misura minore. L’ufficio di Cartagine ha reso noto inoltre che la busta è stata inserita in un distruggidocumenti prima che si decidesse di indirizzarla all’attenzione del Ministero dell’Interno. “Fino ad ora non è stato possibile determinare la natura del materiale che si trovava all’interno della busta”. Ha chiarito la presidenza, mentre i media locali hanno ipotizzato si trattasse di ricina, una potente citotossina naturale in grado di causare la morte cellulare bloccando l’attività di sintesi proteica dei ribosomi. Il Direttore del Gabinetto Presidenziale si è recato all’Ospedale Militare per effettuare i controlli necessari e per scoprire le cause di improvvise conseguenze sanitarie.  

Il comunicato afferma che “la Presidenza della Repubblica non ha pubblicato la notizia il giorno stesso giorno in cui è avvenuto l’incidente per evitare di fomentare l’opinione pubblica e di creare confusione, ma questa notizia stava invece circolando sui social, quindi andava fatto un chiarimento”. L’ufficio presidenziale ha poi rassicurato il popolo tunisino che il capo dello Stato gode di buona salute e non ha subito alcuna ferita, ringraziando i servizi di sicurezza competenti, in particolare l’Amministrazione generale per la sicurezza del capo di Stato e gli ufficiali preposti per la loro prontezza e rapidità nell’effettuare gli esami necessari, nonché i servizi medici dell’Amministrazione Generale della Sanità Militare per il loro pronto intervento. La Presidenza della Repubblica ha colto l’occasione per riaffermare la sua volontà di garantire le libertà sancite dalla Costituzione, compresa la libertà di opinione, pensiero, espressione, media e pubblicazione. “La Presidenza dichiara il suo assoluto ed incondizionato sostegno alla parola libera che esprime la libera opinione, e si sorprende, al contrario, di coloro che inseguono chi ha trasmesso la notizia di questo tentato avvelenamento, invece di cercare chi ha compiuto questo misero tentativo”.

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Nata nelle Marche nel 1988. Giornalista pubblicista, vive a Tunisi dove sta studiando arabo mentre partecipa alle vicende libiche. Corrispondente per “Notizie Geopolitiche”, Tripoli è stata la sua prima esperienza come inviata di guerra. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratrice presso il quotidiano di approfondimento “L’Indro”. Ho commentato la crisi libica per diversi canali del Golfo (218 TV, Sky News Arabia, Libya’s Channel e Libya al-Hadath) ed italiani (TgCom24, SkyTg24, Uno mattina, Tg Rai, Radio Domani, Radio Anch’io, Radio in Blu). È autrice di “Speciale Libia”, una piattaforma dedicata al Paese nordafricano. Scrive di Medio Oriente e Nord Africa, dal terrorismo al lablabi.

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