Pentagono: basta aiuti militari a Kiev, deve pensarci l’Europa
Dai vertici del Pentagono è giunto un messaggio forte e chiaro agli alleati europei: l’assistenza all’Ucraina dovrete accollarvela voi! Washington smetterà infatti di essere il grande fratello dell’Europa e il santo protettore di Kiev, come lo era ai tempi di Biden.
Il Pentagono avverte
Le parole del sottosegretario alla Difesa per la politica militare Elbridge Colby sono esplicite. All’incontro del Gruppo di contatto per la difesa dell’Ucraina (UDCG), tenutosi la scorsa settimana a Berlino, il vicecapo del Pentagono ha infatti spiegato che è impossibile continuare così. Le riserve americane di armamenti non sono infinite, perciò l’Europa deve accelerare la sua assunzione della responsabilità principale per la difesa convenzionale del continente. Non è una questione di scelta, dice, ma di “necessità strategica”. Saranno gli europei a rifornire Kiev e a finanziare la produzione bellica, perché l’assistenza all’Ucraina non dovrà più affidarsi alle “significative contribuzioni americane”. Colby accenna alle priorità nel contrasto alle minacce poste contro gli USA: è una valutazione in corso d’opera, ma è noto come tutti gli sforzi bellici di Trump in compagnia di Israele siano diretti all’Iran. Tale impegno sta svuotando gli arsenali. E così per Zelensky resta ben poco di utile.
Orgogliosi di non aiutare più Kiev
I segnali del distacco americano da Kiev erano già arrivati prima, con l’assenza al vertice da parte del segretario alla Difesa Pete Hegseth, che in passato aveva già saltato l’UDCG. Al suo posto si è presentato il vice Colby, peraltro solamente online. Dunque l’amministrazione Trump non nasconde di avere altre priorità che non l’assistenza infinita a Zelensky. Peraltro era assente pure il comandante supremo alleato in Europa, il generale americano Alexus Grynkewich. E proprio in questi giorni il vicepresidente JD Vance si è espresso in modo esplicita e significativo: Una delle cose che abbiamo fatto con questa amministrazione e di cui sono più orgoglioso è di aver detto all’Europa che se vuole acquistare armi, può farlo, ma gli Stati Uniti non compreranno più armi per poi mandarle all’Ucraina. Lo ha detto durante una manifestazione di conservatori organizzata dalla Turning Point USA, l’organizzazione fondata da Charlie Kirk.
E gli europei pagheranno
L’Ucraina si trova in grave carenza di sistemi di difesa aerea, mentre i russi intensificano gli attacchi missilistici. Lo stesso Colby ha sottolineato la necessità da parte degli alleati europei di applicare sforzi ancora maggiori per colmare il distacco fra le capacità produttive loro e degli ucraini e il bisogno impellente di armamenti di cui patisce Kiev. In questo senso, l’Europa deve raggiungere un livello industriale sostenibile ed efficiente per la difesa dell’Ucraina e del continente, perché Washington smetterà di occuparsene. Nel 2025, l’assistenza militare americana a Kiev è crollata del 99%, mentre quella europea è cresciuta del 67% e quella finanziaria e umanitaria del 59%.
Proprio al vertice UDCG del 15 aprile gli europei hanno promesso nuove donazioni di droni e di difese antiaeree. Intanto, il segretario generale della NATO Rutte ha esortato a “garantire la capacità di fornire un supporto ininterrotto” a Kiev e, sullo sfondo del conflitto iraniano che ha attirato l’attenzione del mondo intero, a “non perdere di vista l’Ucraina”.
Germania e Regno Unito fra i più generosi
Al Gruppo di contatto hanno annunciato nuovi pacchetti di aiuti militari la Norvegia, l’Estonia e la Bulgaria. Poi il Belgio e la Spagna, che hanno promesso finanziamenti per il supporto alle difese aeree, l’Olanda che ha destinato milioni di euro per i droni, e soprattutto la Germania e la Gran Bretagna. Sono stati proprio i rispettivi ministri della Difesa dei due Paesi, Pistorius e Healey, a presiedere la seduta dell’UDCG. Berlino finanzierà la produzione in casa di altri Patriot e altresì di IRIS-T. Londra invece ha promesso di dare 120mila droni.
Ritardi pericolosi
A Berlino era presente anche il ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov, che ha richiesto in particolare i mezzi per la difesa aerea contro i missili e i droni russi. La preoccupazione del governo ucraino infatti è percepibile e realistica: le riserve degli alleati, già fortemente depauperate dopo anni di assistenza generosa, sono quasi terminate. I Paesi europei tendono a tenere per sé una parte degli armamenti nuovi, che servono a riempire gli arsenali svuotati. E l’alleato principale, gli USA, sta consumando tutto nella sua guerra contro Teheran, soprattutto i preziosi Patriot. L’ultima cattiva notizia giunta dagli USA riguarda proprio le forniture previste per il fianco orientale della NATO. I membri baltici e quelli scandinavi dell’Alleanza Atlantica dovranno attendere più del previsto per ricevere i missili intercettori PAC-3 impiegati dalle piattaforme Patriot.

52 anni, padre di tre figli. E’ massimo esperto di Medio Oriente e studi geopolitici.

