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Pacifico (CI): “auspicabile indagine internazionale indipendente su uccisione giornalista di Al Jazeera in Cisgiordania”

Lascia sgomenti la morte della giornalista Shireen Abu Akleh, nota corrispondente di Al Jazeera, in Cisgiordania. La sua uccisione mercoledì mattina a Jenin è uno dei più gravi episodi nell’area dell’ultimo round di violenza. Questo grave incidente ha il potenziale per incoraggiare una escalation ed è per questo che condivido l’appello delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea e dei partner internazionali affinché venga condotta una approfondita ed imparziale indagine per chiarire fatti e responsabilità. È necessario garantire trasparenza nell’accertare fatti e responsabilità, anche attraverso una indagine internazionale superpartes, ed evitare la narrativa di chi intende strumentalizzare la morte di Shireen Abu Akhleh”. Lo ha dichiarato la Senatrice Marinella Pacifico (Coraggio Italia, Gruppo Misto), Segretario del Comitato parlamentare Schengen, Europol ed Immigrazione, commentando la notizia sulla morte della corrispondente dell’emittente qatariota uccisa ieri, 11 maggio, a Jenin, in Cisgiordania, mentre documentava una operazione delle Forze di difesa israeliane (Idf) in un campo profughi palestinese. La parlamentare italiana ha anche aggiunto che “i giornalisti non dovrebbero essere mai un bersaglio e che i corrispondenti ed operatori dei media – liberi e indipendenti – che lavorano in contesti di conflitto, svolgono un ruolo cruciale per la comprensione di tali contesti e per la promozione dei diritti umani inalienabili su cui fonda la nostra società. Esprimo le mie più sentite condoglianze alla famiglia di Shireen Abu Akleh, ai suoi amici e colleghi”.

Nella giornata, all’appello lanciato dalla senatrice italiana Pacifico, ha fatto seguito la comunicazione dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) che ha annunciato che non parteciperà all’indagine congiunta con Israele sull’assassinio di Shireen. Il presidente dell’Anp, Mahmoud Abbas ha tuonato “Oggi abbiamo respinto l’indagine congiunta con le autorità israeliane perchè sono loro ad aver commesso il crimine e perchè non ci fidiamo di loro” e annunciando che l’Autorità Palestinese si rivolgerà “immediatamente alla Corte penale internazionale per perseguire i criminali“. Definendo la giornalista, cittadina statunitense e di religione cattolica, “martire di Gerusalemme, martire della verità e della libertà di parola”, Abbas ha affermato che “l’omicidio di Shireen non è il primo crimine, poiché decine di giornalisti palestinesi sono caduti come martiri“. Anche l’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani ha accusato Israele della morte della della storica corrispondente.

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