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Mariupol, i numeri delle perdite ucraine

Il governo ucraino continua a non ammettere la disfatta di Mariupol. Kiev nasconde il numero effettivo dei suoi caduti abbassandolo di decine di volte, e costringe le sue truppe in città a insistere in una resistenza insensata e a subire perdite ingiustificate. Il 14 aprile si sono arresi all’esercito russo a Mariupol 2673 uomini, mentre altri mille costituiscono perdite irrimediabili per le Forze armate ucraine. I danni agli armamenti per il momento non sono noti, anche se contando l’ultimo e infruttuso tentativo di rottura effettuato dai combattenti ucraini l’11 aprile si può dire che praticamente non ve ne siano. Nel corso del fallito sfondamento sono stati distrutti dall’esercito russo 3 carri armati, 5 veicoli corazzati da combattimento della fanteria e 7 blindati delle Forze ucraine.

Non si conosce nemmeno il numero dei militari ucraini rimasti a Mariupol. Secondo l’intelligence russa, all’interno degli ultimi focolai di resistenza rimarrebbero non più di 700 uomini, fra cui circa 200 mercenari stranieri: nascosti nei locali sotterranei dello stabilimento Azovstal, patiscono scarsità di munizioni, medicinali e viveri. Kiev ha perso i contatti con i suoi uomini e non riconosce l’incapacità di evacuarli o di mandare loro rinforzi. Con la dichiarazione di proseguire nella resistenza fino alla vittoria finale, le autorità ucraine condannano a un’inutile morte i propri soldati e i cittadini stranieri.

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