Macron vs Trump: KO tecnico Ue
Corsi e ricorsi della storia: Macron esce dallo Studio Ovale convertito da Trump, come ai tempi lo fu Scholz da Biden. Macron era partito da Parigi con lo scopo di vendicare la dignità dell’Europa. E invece esce dalla conferenza stampa di Washington smentendo di fatto tutti gli strali lanciati dall’Alto Rappresentante UE per gli Esteri, l’estone Kallas.
Il presidente francese ha infatti sottolineato la sua “relazione di fiducia” con Trump e ha chiarito che quest’ultimo ha delle “buone ragioni” per riprendere il dialogo con Putin. Poi afferma: È una buona cosa discutere, negoziare, ma bisogna cercare di ottenere le garanzie di sicurezza a breve termine. Abbiamo bisogno del supporto americano per questo. Infine precisa che è impossibile sottrarre i beni congelati russi, questo è contrario al diritto internazionale. E nessuna dichiarazione sull’ingresso dell’Ucraina nella NATO.
Trump ha asserito che la NATO è una cosa buona se usata correttamente. Peccato che la Kallas, poco prima dell’incontro bilaterale, proclamasse a nome dell’Europa principi di ben altro tenore: Se vuoi una NATO forte, più forte di com’è ora, allora serve avere l’Ucraina dentro l’Alleanza. Aggiunge: Se guardiamo agli ultimi messaggi provenienti dagli Stati Uniti, vediamo che le narrazioni russe sono fortemente rappresentate. Non demorde nemmeno sull’impiego dei patrimoni russi congelati: Abbiamo bisogno del sostegno di tutti, però finora non lo abbiamo. Non sono così ottimista sul fatto che raggiungeremo un accordo a marzo, ma allo stesso tempo devo dire che il lavoro è in corso.
Quella che dovrebbe essere in un certo senso il Ministro degli Esteri dell’Unione Europea esce smentita e ridimensionata su tutti i fronti dalle parole del leader di uno dei Paesi più rappresentativi del continente. Ma poteva finire diversamente quando si accetta che la Francia si avventuri in questo modo in un incontro bilaterale? Dividi et impera era l’adagio di Filippo il Macedone: e così è stato. È un film già visto, come quando a inizio conflitto Scholz partì alla volta della Casa Bianca sicuro di rifiutare il sostegno militare a Kiev, ma tornò dall’incontro con Biden dichiarandosi totalmente in linea con gli USA nell’appoggiare l’Ucraina anche sul piano bellico.
L’Europa esce ancor più indebolita dal vertice Trump-Macron. Forse, prima di parlare di un esercito comune e di riarmo, si farebbe bene a rimettere in discussione il fondamento stesso dell’Unione. L’alta finanza e l’economia non possono creare l’Europa, che invece ha bisogno di una politica comune che abbandoni i singoli protagonismi e gli egoismi. E voi che cosa ne pensate?

Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E’ direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E’ stato direttore responsabile della rivista “Casa e Dintorni”, responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell’assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell’assessorato all’Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos.
