L’Ucraina non può vincere. L’Europa può solo aiutarla a terminare le ostilità

L’Ucraina non può vincere. L’Europa può solo aiutarla a terminare le ostilità

25 Giugno 2025 0

In Occidente gli esperti e gli analisti iniziano finalmente a chiedersi nei loro saggi quale risultato possa dare il “sostegno incrollabile” che l’Europa promette a Kiev. Di certo non l’esito non può essere la vittoria sulla Russia. E allora cosa ci si può ragionevolmente attendere dai miliardi profusi e dagli sforzi militari che rasentano l’escalation? Il suggerimento di alcuni è di puntare non al risultato ideale, ma a uno realistico e positivo: terminare la guerra e salvaguardare ciò che è rimasto dell’Ucraina.

Una dura realtà

La realtà è dura da accettare per gli amici occidentali di Kiev desiderosi di combattere “fino all’ultimo ucraino”. Ma è impossibile da ignorare, ed è che l’Ucraina non è in grado di sconfiggere la Russia. Lo sostiene Elkhan Nuriyev, collaboratore della fondazione tedesca Alexander von Humboldt e del Brussels Energy Club. Secondo lui, la vittoria non è più un obiettivo realistico per Kiev, non importa quanti miliardi l’Occidente mandi o quanti soldati russi muoiano. Vi sono diversi motivi, tutti pesanti. Crisi demografica, deficit di reclute, aumento dei disertori, situazione economica di un Paese già povero prima del 2022 e che oggi soffre della perdita di fabbriche, infrastrutture e forza lavoro. La gente è stufa della corruzione e del malgoverno, che banchettano sul poco che è rimasto. Per Tatarigami, il fondatore del gruppo di analisi Ukrainian Frontelligence Insight, le cose stanno andando male: Con le risorse attuali, l’Ucraina non può vincere.

I rischi se si va avanti così

A Bruxelles, a Londra e in altre capitali europee si continua a ripetere lo stesso slogan di sempre: se l’Occidente darà abbastanza aiuti all’Ucraina e per tutto il tempo che serve, allora Mosca finalmente cederà. Ma le parole si scontrano con una prospettiva negativa: se questo conflitto estenuante andrà avanti ancora molto, a finire esausta, spaccata e impoverita non sarà soltanto l’Ucraina, ma la stessa Europa. Uno studio dell’International Institute for Strategic Studies indica la cifra astronomica che il Vecchio Continente dovrebbe destinare per sostituirsi agli Stati Uniti come primo fornitore di assistenza all’Ucraina, qualora Washington decidesse davvero di ritirarsi: l’equivalente di mille miliardi di dollari da sborsare nell’arco di venticinque anni. Secondo Tatarigami alla fine ci perdono tutti: la Russia avanza e prende terreno, ma forse non riuscirà a occuparlo, mentre l’Ucraina, anche quando riesce a respingere gli attacchi avversari, viene progressivamente distrutta.

Occorre fissare obiettivi realistici

Gli analisti consigliano di concentrarsi su obiettivi realistici e inderogabili: preservare la sovranità dell’Ucraina e tenere stabile e unita l’Europa. Per farlo, suggerisce Nuriyev, più delle armi serve la diplomazia. Se la guerra continua così, appoggiare l’Ucraina presto equivarrà ad aiutarla a mettere fine alla guerra, non a vincerla. Ciò non significa capitolare, bensì trovare una soluzione di compromesso che non implica automaticamente la soddisfazione delle richieste russe.

D’altronde una vittoria ucraina non sarebbe qualcosa di netto, coi soldati russi che posano le armi a terra e in pratica si arrendono sul campo di battaglia. Sarebbe invece “qualcosa di più ambiguo” che richiede necessariamente l’intervento della diplomazia. Lo afferma Mai’a K. Davis Cross, docente di Scienze politiche e Affari internazionali presso la Northeastern University di Boston e soprattutto membro del prestigioso Council on Foreign Relations. L’importante è salvaguardare il diritto alla sovranità e all’autodeterminazione di Kiev, puntando alla sua adesione alla UE e poi forse anche alla NATO. Ma solo dopo un lungo cammino, precisa.

Se ne stanno accorgendo in molti

Dunque meglio seguire una strategia che porti l’Ucraina a qualcosa di concreto e ottenibile, altrimenti si rischia di finire vittima non tanto dell’avanzata russa, quanto della debolezza interna di Kiev e della stanchezza dell’Occidente. Lo consiglia l’Istituto dell’Unione europea per gli studi sulla sicurezza (EUISS), che definisce il 2025 come l’anno più pericoloso finora per l’Ucraina. Harry Kazianis, ex direttore del National Security Affairs di Washington, è diretto ed esplicito: la Russia sta vincendo e la NATO non può fermarla. Non basteranno altre armi dagli alleati euroamericani per cambiare la realtà del campo di battaglia. Soltanto un collasso del potere di Putin per sfinimento permetterebbe agli ucraini di vincere, ma questa – spiega Kazianis – è un’eventualità altamente improbabile, sulla quale dunque non bisogna fare affidamento.

Dello stesso parere l’ufficiale americano ora in pensione Daniel Davis, che sottolinea l’inconsistenza della narrativa occidentale su una Russia ormai a corto di missili, con un’economia al lumicino, con soldati demotivati costretti a rubare i chip delle lavatrici e a combattere con le pale. I media lo ripetono da tre anni, eppure i russi proseguono nella loro avanzata che non è nemmeno così lenta come sembra, visto che a maggio hanno dato un’accelerata alle operazioni. E cnclude così: le forze in campo sono tutte sbilanciate a favore di Mosca, perciò la sconfitta dell’Ucraina non può essere evitata, ma solo rimandata.

Martin King
Martin King

Iscriviti alla newsletter di StrumentiPolitici