L’opinione di un ex ufficiale e funzionario americano: cacciare Zelensky per terminare le ostilità

L’opinione di un ex ufficiale e funzionario americano: cacciare Zelensky per terminare le ostilità

26 Giugno 2025 0

La Russia è in grado di mettere fine al conflitto, ma per terminare davvero la contesa deve togliere di mezzo i vertici del regime di Kiev, a cominciare da Zelensky. Gli europei intanto dovrebbero smettere di fidarsi ciecamente della stampa mainstream e iniziare a dubitare di quanto viene loro raccontato da chi ha interesse a far credere che sia quella la verità. Queste e altre dichiarazioni forti e argomentate arrivano da Douglas Macgregor, colonnello in congedo dell’esercito degli Stati Uniti e veterano della Guerra del Golfo e dell’intervento della NATO in Jugoslavia, poi funzionario alla Casa Bianca e autore di libri di guerra e strategia. Riportiamo alcuni passaggi della sua intervista al canale YouTube di Daniel L. Davis, che è stato uno dei primi ufficiali USA a criticare pubblicamente la guerra americana in Afghanistan.

In cosa consisterà la vittoria russa

Vittoria significa togliere di mezzo Zelensky e la sua banda di criminali a Kiev. Tutto qui. Se ne devono andare. Però non hanno intenzione di mettersi su un aereo per cercare di volare fino a Miami o nelle loro nuove residenze o in Israele o altrove. Quindi bisogna cercare di entrare per andarli a prendere: non credo sia una missione al di fuori della portata dei militari russi. Credo anzi che questi ultimi siano davvero in una posizione molto forte nella quale possono fare praticamente ciò che vogliono. Ma devono decidersi, perché se non lo fanno non otterranno un’autentica vittoria. E la vittoria è l’obiettivo finale. In definitiva significa, se sei russo, che il nemico smetterà di combattere. Non ci saranno più ostilità armate, finisce qui. E come lo si ottiene? Bisogna sbarazzarsi del regime di Zelensky.

Media mainstream faziosi per stipendio

Chiunque in quella che è – diciamo – la comunità mediatica di Washington è sul libro paga di qualcuno. Non c’è nessuno là fuori che dica la verità, a meno che qualcun altro non lo paghi per dirla. Ciò che noi chiamiamo verità e ciò che loro chiamano verità sono due cose completamente distinte e separate. E allora non credo ci dovremmo più sorprendere di ciò. La faccenda andrà avanti, come ho detto, fino a che i russi non vi porranno fine. Hanno il potere di terminarla una volta per sempre.

Nella NATO deficit di autocritica

Una combinazione di ignoranza e, aggiungiamo pure, di irragionevole e imprecisa valutazione delle proprie forze. L’autocritica è una cosa che non facciamo bene. E invece è qualcosa che i russi fanno molto bene. Ma noi no. Non analizziamo noi stessi, non ci guardiamo con oggettività. Potrei fare un migliaio di esempi diversi. Ed è proprio ciò sentendo dall’olandese Mark Rutte segretario generale dell’Alleanza Atlantica. Forse in privato Rutte è piuttosto convinto che lui e la NATO, questa alleanza morente che si sta spaccando, non verranno mai sfidati. E allora lui può dire tutto quello che vuole.

Ecco a cosa si riduce il tutto: dì quello che vuoi, tanto fa lo stesso, nessuno ti sfiderà mai. Credo che in questo caso abbia persino ragione: i russi non vogliono una guerra con la NATO, non intendono lanciarle il guanto di sfida. Ma dobbiamo guardare la realtà, e la realtà è che certamente ci vorranno dieci anni per costruire quella potenza militare che è richiesta almeno per affrontare i russi, qualora si debba combattere contro di loro.

Europei imbelli

Tuttavia la cosa più importante, ritengo, è che vi sia un completo fallimento nel capire la natura delle società dell’Occidente alle quali Rutte si sta rivolgendo. Qui nessuno ha interesse a combattere nessun altro. Voglio dire, che provino pure a fare un appello ai volontari in Olanda per andare a combattere in Ucraina: chi mai si presenterebbe? 15 persone? 10 persone? Sarebbe qualcosa di ridicolo. È simile a una mongolfiera. E penso proprio che Putin sappia cosa succede con le mongolfiere: quando l’aria esce, il pallone si sgonfia. È ciò che sta per accadere, magari non così in fretta come vorrebbe. Tra l’altro io vorrei che accadesse più in fretta perché ritengo che l’Europa abbia un disperato bisogno di una nuova leadership. Per il momento, comunque, la mongolfiera è lì in un angolo che sta ancora fluttuando; è quello che Rutte sta facendo, cioè dicendo stupidaggini.

In Europa credono ciecamente al mainstream

Sfortunatamente c’è molta gente, suppongo in particolare nei Paesi Bassi, in Germania, in Scandinavia o in Finlandia, che ancora crede troppo a quello che dicono i media controllati dai governi. È qualcosa di tragico, di culturalmente radicato che se lo dice lo Stato allora dev’essere vero. Io sono un americano e penso che a un qualunque texano di buon senso dicessero “il governo afferma che devi fare questa cosa” risponderebbe “col cavolo che la faccio! sono texano, farò quello che ritengo giusto! Se devo fare qualcosa, dimostrami il perché”. Per me è qualcosa di molto americano, è il modo in cui anch’io tendo a ragionare. Insomma, dicono così tante assurdità che passano per cose reali… Penso che molti americani siano abbastanza lucidi, ma in Europa è un grosso problema, speciali nei Paesi citati prima.

Redazione Strumenti Politici
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