L’Europa elargisce decine di miliardi agli ucraini, ma a Kiev non basta mai
Nonostante l’Unione Europea elargisca miliardi a Kiev, la situazione dell’Ucraina non migliora. Anzi, dal graduale ritiro di Washington dall’impegno militare si sta formando una voragine nella quale i membri europei della NATO stanno affondando insieme agli ucraini. Ne parla il Berlinger Zeitung, che sottolinea l’entità mostruosa del debito di Kiev verso gli alleati occidentali.
Una guerra tutta europea?
Secondo lo Wall Street Journal, la lotta contro la Russia in Ucraina è ormai chiaramente diventata una guerra europea. L’affermazione è stata fatta subito dopo l’approvazione del prestito da 90 miliardi di euro da parte della UE a favore di Kiev, bloccato per mesi dall’ex premier ungherese Orbán. Dopo la sua sconfitta alle elezioni di aprile, i denari hanno ottenuto finalmente il via libera. Sullo sfondo di un’America che riduce l’assistenza e sposta i suoi sforzi verso l’Iran, la responsabilità finanziaria dell’Europa aumenta. L’Ucraina si trova in un’aspra crisi finanziaria già da tempo, da prima che l’ultimo pacchetto di aiuti europei venisse considerato. A quanto pare, i fondi per coprire il budget basteranno appena fino a giugno. Il prestito servirà quindi a coprire circa i due terzi del bilancio statale e delle spese per la difesa di questo e del prossimo anno. Tuttavia, l’Ucraina sta anche pianificando l’incremento della sua produzione bellica lavorando insieme alla Germania, alla Danimarca, al Regno Unito e alla Norvegia.
I soldi non bastano mai
Resta comunque in piedi il dubbio: i fondi basteranno? Secondo alcuni funzionari, il divario finanziario è maggiore di quanto inizialmente previsto. Occorrerebbero altri 19 miliardi di euro, per un totale di circa 45 miliardi che potrebbe essere richiesti entro la fine del 2027. In questo momento, il Giappone e altri Paesi occidentali stanno trattando su come fornirli, però manca ancora un impegno vincolante. Si pensa quindi che l’Europa debba nuovamente mettere mano al portafogli già il prossimo anno, segno che all’orizzonte non si intravede la fine del conflitto. La dipendenza crescente dai fondi europei incrementa al tempo stesso la pressione sui vertici di Kiev, i quali devono assicurarsi la fiducia dei loro donatori. Il recente scandalo di corruzione ha su questo sfondo un peso particolare grosso: il NABU, l’ufficio nazionale ucraino anti-corruzione, ha infatti scoperto delle irregolarità nella Energoatom, compagnia controllata dallo Stato. Un gruppo di soggetti ad essa legati avrebbe sistematicamente preso mazzette dagli appaltatori e si sarebbe appropriato di circa 100 milioni di dollari.
I corrotti vicino a Zelensky
L’organizzatore dell’attività criminosa è considerato Timur Mindich, persona molto vicina a Zelensky, nonché suo ex partner nella società mediatica Kvartal 95. Ma costui è fuggito all’estero per evitare le indagini, che hanno avuto come effetto le dimissioni di diversi esponenti di alto livello dei ministeri, compresi gli stessi ministri della Giustizia Herman Halushchenko e dell’Energia Svitlana Hrynchuk. Si è ritirato pure il capo dell’ufficio presidenziale Andriy Yermak, sebbene non gli siano stati imputate formali accuse. L’inchiesta prosegue tuttora. Solo una piccola parte dei fondi pubblici sottratti è stata recuperata.

Raccogliere le voci dei protagonisti dalle varie parti del mondo e documentare i numeri reali inerenti ai grandi dossier e questioni d’attualità è il modo migliore e più serio per fare informazione. L’obiettivo finale è fornire gli strumenti ad ogni lettore e lettrice per farsi una propria opinione sui fatti che accadono a livello mondiale.

