Francia e Polonia pronte a esercitazioni nucleari sul fianco orientale della NATO
Il summit franco-polacco della scorsa settimana ha sancito l’alleanza militare delle nuove potenze europee che agiranno al fuori degli standard NATO. Oltre alla cooperazione nell’industria della difesa, Parigi e Varsavia hanno deciso di condurre manovre congiunte sui confini nord-orientali dell’Alleanza, cioè a ridosso della Russia. Tali esercitazioni includeranno simulazioni di carattere nucleare.
Tusk poco entusiasta della grandeur di Macron
Tale grandeur militarista – che andrà a stuzzicare pesantemente l’orso russo – è lo sviluppo della nuova strategia nucleare annunciata a marzo da Macron. Nelle esercitazioni congiunte coi polacchi simuleranno scenari in cui le bombe francesi colpiranno obiettivi situati in Russia e in Bielorussia. Parigi potrebbe così prendere il posto degli USA, estendendo il proprio ombrello atomico anche al Belgio, alla Germania, all’Olanda, alla Grecia, alla Danimarca, alla Svezia e appunto alla Polonia. Per il momento, comunque, i missili francesi rimarranno in Francia e non verranno dislocati sul territorio polacco.
Saranno i caccia Rafale, capaci di portare testate nucleari, ad effettuare sessioni periodiche di addestramento insieme all’aviazione militare di Varsavia. Occorre notare però come il presidente polacco Tusk non ne sia molto entusiasta. Durante il vertice si è rivolto così a Macron: In tutta franchezza, avere i Rafale con bombe atomiche che volano sopra la Polonia non è il mio sogno, ma spero che Lei non abbia di questi piani. Ha poi aggiunto di comprendere che il mondo ormai è cambiato e che vi è la necessità di possedere capacità di dissuasione nucleare.
Il summit di Danzica
Il 20 aprile i due leader si sono incontrati in Polonia, nella storica città di Danzica (Gdańsk). Durante il vertice hanno rinsaldato i legami bilaterali soprattutto, come detto, sulla dissuasione nucleare. E poi sui satelliti e le esercitazioni militari, l’industria della difesa e la condivisione dell’intelligence, oltre che probabilmente anche per la sicurezza dell’aeroporto di Rzeszów–Jasionka, da cui partono le forniture di assistenza bellica e umanitaria per l’Ucraina. Alla deterrenza francese i polacchi contribuiranno coi loro sistemi di allarme precoce e di difesa antiaerea. Per Tusk tale cooperazione con Parigi “non ha limiti”. Ha inoltre asserito che il suo Paese sta trattando anche con un gruppo di alleati europei per armarsi insieme ai partner in modo che “i nemici non oseranno attaccarci”. Parigi terrà comunque per sé il totale controllo sulla decisione finale di usare l’arma atomica.
Amicizia franco-polacca
Macron ha dichiarato che le relazioni tra Francia e Polonia hanno raggiunto un “livello storico”. Il summit peraltro è coinciso con la prima Giornata dell’Amicizia franco-polacca. Dopo il trattato del maggio 2025 è stato il primo incontro bilaterale a rinforzare la cooperazione militare e a fissare delle garanzie reciproche di sicurezza. Secondo Tusk, le visioni dei rispettivi Paesi sul modo di edificare la potenza militare europea concordano. Se non garantiremo la nostra sicurezza, nessun altro lo farà per noi, dice, aggiungendo che l’Europa deve credere nella propria forza e nelle proprie capacità. Vi è un piano per il biennio 2026-2028 per coordinare le esercitazioni e le attività congiunte di Parigi e Varsavia, della cui attuazione si occuperanno i rispettivi Ministeri della Difesa.
Cooperazione militare-industriale
Il vertice ha propiziato anche l’annuncio di un accordo fra l’europea Airbus, la francese Thales e la polacca Radmor sullo sviluppo congiunto di satelliti per le comunicazioni militari. Macron vorrebbe che le commesse della difesa vadano di preferenza alle aziende nazionali e continentali: ciò crea però un problema per Varsavia, che è molto legata alla cooperazione in questo ambito con Washington. Gli armamenti polacchi sono infatti per lo più di produzione statunitense, mentre di recente la Polonia ha fatto enormi ordinativi di mezzi USA, fra cui elicotteri Apache, carri Abrams, caccia F-35 e missili Patriot. Al tempo stesso, però, Varsavia partecipa al cosiddetto programma SAFE (Security Action For Europe), con cui ottenere prestiti dall’Unione Europea per acquistare armi e soprattutto per potenziare la produzione industriale per la difesa. Su questo punto Tusk diverge dal presidente polacco Karol Nawrocki, per cui il SAFE sarebbe addirittura una “minaccia per l’indipendenza” del Paese.
Nucleare civile
A Danzica si è parlato anche di cooperazione nel nucleare civile, non solo in quello militare. Tusk ha spiegato che la Polonia sta cercando un partner con cui costruire la sua seconda centrale e con cui stabilire una rapporto di fiducia al lungo termine. Il progetto della prima è già stato avviato: verrà edificata a Choczewo, vicino alla costa baltica, insieme alle aziende americane Westinghouse e Bechtel Corporation. Il premier polacco ha precisato che la francese EDF è una delle compagnie che hanno presentato un’offerta. A sua volta, Macron ha elogiato l’affidabilità della EDF in quanto totalmente controllata dallo Stato e ha detto che potrà avere un ruolo nel progetto anche se Varsavia selezionasse un altro partner.

Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana.


