Elezioni parlamentari in Bulgaria, vittoria netta dell’ex presidente Radev

Elezioni parlamentari in Bulgaria, vittoria netta dell’ex presidente Radev

26 Aprile 2026 0

Il 19 aprile alla tornata elettorale bulgara – l’ottava in cinque anni – ha riportato una netta vittoria l’ex presidente Rumen Radev. Il suo partito ha ottenuto 130 seggi su 240 (la prima maggioranza assoluta in Bulgaria dal 1997), permettendo così la formazione di un governo stabile. Radev ha proclamato: è “la vittoria della speranza sulla sfiducia, della libertà sulla paura”, e non vi saranno altre elezioni “rovinose per il Paese”.

Una vittoria netta

Il partito di Radev, Progresivna Balgariya (PB), è arrivato quasi al 45% delle preferenze. Cercherà comunque di governare creando una coalizione, probabilmente coi liberali del Prodŭlzhavame promyanata – Demokratichna Bŭlgariya (PP–DB), che hanno preso circa il13% dei voti. I temi in comune tra le due formazioni sono la lotta alla corruzione e la riforma della giustizia, mentre in politica estera non concordano sulla vicinanza rispetto a Bruxelles e Kiev. Radev, euroscettico e propenso alla cooperazione con Mosca, ha affermato di voler considerare “differenti opzioni” per garantire a Sofia un governo stabile. Dunque è disposto a collaborare anche coi politici filo-UE per far sì che la Bulgaria “continui sul suo percorso europeo”.

Gli altri partiti

Gli elettori bulgari hanno espresso chiaramente la loro preferenza per il partito che può assicurare stabilità e determinazione nell’attuazione delle riforme. Questa tendenza ha fatto perdere l’ex premier Borisov e il suo GERB-SDS, che aveva governato fra il 2009 e il 2021, e che non è arrivato al 14%. Il partito della minoranza turca DPS ha ottenuto quasi il 7%, il partito nazionalista Vazrazhdane ha preso il 4,3 %.

I temi della campagna elettorale

La campagna elettorale si è concentrata sul costo della vita in aumento e sull’economia in difficoltà, e soprattutto sulla lotta alla corruzione e l’instabilità politica. Radev ha accusato gli avversari di agevolare uno stile di governo mafioso e oligarchico. Lo scorso anno aveva dato il suo benestare alle manifestazioni di piazza che avevano provocato la caduta del gabinetto di Rosen Zhelyazkov. Uno dei cavalli di battaglia del PB è stata anche la promessa di aumentare la spesa pubblica nell’ambito della sanità, con l’obiettivo di toccare i livelli medi europei. Dunque prevede quasi un raddoppio dei fondi per la salute, arrivando al 7-8% del PIL.

Le congratulazioni dei vertici UE e NATO

Nonostante le sue posizioni euroscettiche, Radev ha ricevuto le congratulazioni della von der Leyen, che ha definito la Bulgaria come un “fiero membro della famiglia europea” che detiene un “ruolo importante” nelle sfide comuni. Forse non sono semplici dichiarazioni di circostanza, considerando la recentissima sconfitta di Orbán in Ungheria. Il segretario generale della NATO Rutte ha si augura di “proseguire nella cooperazione sulla sfide comuni alla sicurezza”. Per i suoi inviti a un rapporto positivo e costruttivo con Mosca, Radev viene spesso etichettato come “filo-russo”.

Tuttavia, il suo approccio è notoriamente ed esclusivamente pragmatico, improntato all’obiettivo di avere da un lato le convenienti forniture energetiche russe e dall’altro i fondi UE per modernizzare il Paese. Il suo potrebbe essere il governo giusto: abbastanza forte per approvare le riforme tanto care a Bruxelles e altresì sufficientemente autonomo per essere, come lui stesso asserisce, una componente fondamentale del meccanismo che porterà alla ripresa delle relazioni con Mosca, essendo la Bulgaria l’unico membro della UE sia slavo che ortodosso.

Redazione Strumenti Politici
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