Le mani dei fondi finanziari americani sui porti ucraini

Le mani dei fondi finanziari americani sui porti ucraini

21 Luglio 2025 0

Un importantissimo terminal del porto della città ucraina di Odessa è passato nelle mani di due fondi finanziari americani. Secondo il governo di Kiev è un successo politico di livello internazionale, ma si tratta di fatto della svendita di un altro pezzo del patrimonio commerciale nazionale. Con gli accordi intergovernativi o con le decisioni dei tribunali, insomma, gli Stati Uniti si stanno appropriando dell’Ucraina a norma di legge.

Olimpex

Il terminal cerealicolo Olimpex si trova nel porto di Odessa. Ha una capacità annua di quasi 5 milioni di tonnellate ed è uno dei più grandi dell’Ucraina. Apparteneva al gruppo GNT, società di servizi e di logistica che fa capo a Volodymyr Naumenko “oligarca” ucraino ora agli arresti. Dopo una lunga battaglia legale, la scorsa settimana due fondi statunitensi hanno assunto il controllo del terminal. Si tratta della Argentem Creek Partners e della Innovatus Capital Partners, che hanno dichiarato l’obiettivo di rilanciare l’attività di Olimpex entro settembre, il mese di mietitura, dunque un momento cruciale in Ucraina per il commercio e l’export di cereali.

Il contenzioso con l’oligarca ucraino

La vicenda giudiziaria del terminal è stata piuttosto lunga e complessa, con pesanti risvolti politici sia sul piano nazionale che internazionale. La ricostruzione degli inquirenti, confermata in sede di giudizio dalla Corte Suprema, è la seguente. Il gruppo GNT, titolare del terminal, avrebbe inscenato una truffa nella quale aveva messo a garanzia di un prestito da 20 milioni di dollari una partita di grano. Avrebbe poi simulato la distruzione di tale grano, rendendo così impossibile la restituzione dei soldi. I fatti risalgono al 2022, poco dopo l’inizio delle ostilità: la GNT avrebbe infatti sfruttato la situazione incerta e confusa di quel momento per attuare il suo piano, fingendo che la partita di merce fosse andata distrutta nella città di Sumy, non lontano dal confine russo e teatro delle operazioni militari.

Il ruolo di Zelensky

I fondi americani aveva già vinto un arbitrato internazionale e alcune cause nei tribunali britannici, ma non erano riusciti a venire a capo della vicenda nemmeno dopo tre anni. Per agevolarli è intervenuto il governo ucraino. Zelensky ci ha messo bocca e ha permesso ai fondi di recuperare 95 milioni di dollari dai precedenti proprietari del terminal, poi falliti. Minimizza il ruolo svolto da Kiev il capo dell’amministrazione presidenziale Andriy Yermak: Il nostro ruolo nel caso è stato puramente di coordinamento: abbiamo attirato l’attenzione delle autorità competenti.

Vittoria dello stato di diritto

A Kiev gongolano: è una cessione di un patrimonio di rilevanza nazionale (seppur privato) alle finanziarie americane, ma è anche la dimostrazione che i tribunali ucraini funzionano e possono condannare gli oligarchi. Almeno quando ci mette mano direttamente il governo. L’esito della vicenda viene descritto dalle autorità come la prova che il Paese è capace di attirare gli investimenti stranieri persino nel corso nel conflitto. E pure che la lotta alla corruzione, tema su cui Zelensky punta moltissimo per far ammettere l’Ucraina nella UE, sta portando risultati.

L’uomo d’affari svedese che gestirà il terminal, Carl Sturen, ha detto che la fiducia nell’ambiente legale ucraino ne esce rafforzata perché i tentativi di frodare gli investitori americani sono falliti. Il socio di Argentem Creek John Patton ha affermato: Anche durante la guerra, in Ucraina siamo riusciti a far valere lo stato di diritto. Secondo lui, l’ Olimpex era il centro del commercio illegale di cereali in Ucraina.

La replica della GNT

La GNT respinge ogni addebito. Anzi, accusa a sua volta la Argentem Creek di aver organizzato una “scalata ostile” per prendersi finalmente il terminal. Lo scorso aprile il tribunale del commercio aveva revocato i prestiti bancari della società di Naumenko, aprendo così la strada alla presa di controllo da parte degli americani. Serhiy Groza, partner di Naumenko ha dichiarato ai media ucraini che l’arresto di quest’ultimo deriva da un caso giudiziario appositamente allestito e orientato dagli “ordini provenienti dall’alto”. Si riferisce naturalmente alle manovre dell’amministrazione presidenziale di Zelensky.

Martin King
Martin King

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