Zelensky licenzia la vice del suo ufficio presidenziale, indagata per corruzione
Corruzione ad alti livelli e turbolenze politiche a Kiev. Zelensky ha licenziato l’ennesimo soggetto di alto profilo che dirigeva il suo ufficio presidenziale. E lo ha fatto nello stesso momento in cui l’ex Ministro della Difesa, da lui fatto fuori a luglio, esortava allo svolgimento di elezioni in Ucraina.
Mudra licenziata e messa in custodia
Il 19 agosto Zelensky ha rimosso dal suo incarico Iryna Mudra, vice capo del suo staff presidenziale responsabile per le questioni giudiziarie e la riforma della giustizia. Lo ha fatto una volta venuto a sapere che l’agenzia anti-corruzione NABU aveva appena condotto perquisizioni nelle abitazioni di di alcuni deputati e membri del suo ufficio. La Mudra ha subito ammesso di essere finita sotto inchiesta e di essere sottoposta a una misura preventiva. Attualmente si trova sotto custodia cautelare per i prossimi due mesi, da cui potrebbe uscire con una cauzione da più di 380mila euro. L’accusa contro di lei è di riciclaggio di denaro, criminalità organizzata e raiding aziendale.
In particolare avrebbe cercato di ottenere illegalmente i fondi per pagare la cauzione all’ex ministro dell’Energia e della Giustizia Herman Halushchenko, anch’egli caduto in disgrazia quando lo scorso febbraio era stato toccato dall’inchiesta sulla corruzione negli ambienti politici denominata Midas. La Mudra avrebbe ricevuto soldi da un altro membro del suo gruppo criminoso, presumibilmente l’ex socio di Zelensky Timur Mindich, fuggito in Israele. Inoltre è accusata di pressioni sulle attività di una banca e di appropriazione indebita di immobili.
L’inchiesta delle agenzie anti-corruzione
Le agenzie anti-corruzione NABU e SAPO hanno lanciato da parecchi mesi una campagna di pulizia contro il malaffare agli alti livelli del potere di Kiev, che definiscono essenziale per sistemare il Paese in vista dell’adesione all’Unione Europea. L’operazione avviata nelle scorse settimane riguarda deputati, consiglieri presidenziali e direttori di enti a partecipazione statale, come spiegato sui social dagli stessi inquirenti. Questi ultimi non hanno fatto i nomi degli indagati, ma dal modo in cui hanno descritto i crimini si era capito che poteva trattarsi della Mudra e di soggetti a lei collegati. Hanno detto infatti che avrebbero cercato prove di riciclaggio e di malversazione con riguardo al pagamento di una cauzione da molti milioni di un sospettato di corruzione per un caso aperto lo corso anno.
Si tratta evidentemente di Halushchenko, la cui cauzione da quasi 3 milioni di euro sarebbe passata dalla banca nazionalizzata Sense Bank. Anche il sotto amministratore delegato Oleksiy Stupak è stato sentito degli inquirenti. La banca è infatti coinvolta anche nell’inchiesta Midas sulla corruzione incentrata sull’Energoatom, l’azienda statale che si occupa della gestione delle centrali nucleari.
Abbiamo una banca?
Il NABU ha reso pubbliche delle intercettazioni nella quali la Mudra dice che un certo “Timur, rifugiato israeliano” le avrebbe chiesto di prendere il controllo della Sense Bank. Gli inquirenti hanno scoperto che anche altri soggetti del giro presidenziale le avrebbero dato il compito di accaparrarsi la banca prima che lo facessero altri organi statali. Le autorità hanno disposto una misura cautelare anche contro il deputato Maksym Mykytas per il medesimo reato relativamente alla cauzione dell’ex ministro insieme alla Mudra. Mykytas non è nuovo a condanne per peculato e mazzette. La Mudra ha inoltre detto che un certo “David” col capo di una commissione parlamentare avrebbero fornito copertura politica per la loro azione sulla Sense Bank. Viene suggerito che possa trattarsi di David Arakhamia, responsabile del partito di Zelensky in Parlamento.
L’influenza della Mudra
La Mudra ha dichiarato che darà piena cooperazione agli inquirenti, ma anche che chiarirà i “frammenti di conversazioni” estrapolati e resi noti senza fornirne il contesto. sua sorella Lesya Romanivna Ulashli detiene una posizione di rilievo presso la Commissione che ha l’incarico di controllare il funzionamento della borsa e del mercato dei capitali. La Ulashli si occupa in particolare della regolazione delle criptovalute e dei beni virtuali. il Kyiv Independent, Uno dei più importanti giornali ucraini, fa notare un potenziale conflitto di interessi: la Commissione è subordinata direttamente a Zelensky, che nonima i suoi componenti.
Ma la Mudra era niente meno che vice capo dell’ufficio presidenziale, dunque tramite la sorella poteva avere influenza magari decidendo a quali società assegnare le licenze sulle criptovalute. O addirittura aver fatto ritardare la legge sugli asset virtuali, rimandata più volte dal 2022 con grande fastidio dell’FMI. Le criptovalute sono spesso usate in Ucraina per riciclare denaro: regolarizzarle significa limitare questa possibilità.
Corruzione e caos politico
La situazione a Kiev quindi continua a scaldarsi. L’Economist esce con un titolo che parla da sé: “Mentre l’Ucraina è sotto attacco, prosperano corruzione e caos politico. Si avvicina un regolamento di conti?” Il giornale britannico fa poi notare che dalle intercettazioni rilasciate dal NABU si evince come nel Paese la corruzione sia ormai considerata un fatto di routine, non qualcosa di terribile o scandaloso. A ciò si aggiunge la battaglia politica scatenata dall’ex ministro della Difesa Federov, che appena prima della notizia dell’inchiesta ha pubblicamente accusato i vertici nazionali di incompetenza e – appunto – di corruzione, per poi chiedere di svolgere elezioni in modo da “resettare il sistema”. Se le votazioni in tempo di guerra sono mal viste anche da parte della popolazione, Fedorov (che è molto gradito ai cittadini) ha infranto questo tabù.

52 anni, padre di tre figli. E’ massimo esperto di Medio Oriente e studi geopolitici.

