La Nuova Zelanda paga in contanti le famiglie per fare benzina
La Nuova Zelanda sarà il primo Paese al mondo a dare in contanti un supporto finanziario alle famiglie che hanno difficoltà a pagare la benzina. Lo scopo dell’iniziativa è ridurre l’impatto negativo sull’economia locale, provocato dal conflitto scatenato da Israele e Stati Uniti contro l’Iran.
Saranno circa 150mila le famiglie con figli a carico alle quali il governo concederà ogni settimana 50 dollari neozelandesi (circa 25 euro) per acquistare il carburante. Altre 14mila famiglie con reddito superiore riceveranno una somma inferiore. Il provvedimento scatterà il 1º aprile e durerà per un anno oppure fino a quando il prezzo della benzina scenderà per quattro settimane consecutive sotto i tre dollari neozelandesi al litro.
Il governo ha dichiarato che il Paese dispone di scorte di benzina, diesel e carburante da aereo per durare circa sette settimane. Il primo ministro Christopher Luxon ha detto che la priorità oggi è assicurare forniture sufficienti per superare la crisi, che definisce “uno dei più pesanti shock petroliferi della storia” della Nuova Zelanda. L’economia dell’arcipelago dipende infatti dal commercio mondiale. Dunque soffre molto dalle interruzioni della logistica e degli scambi. Ora è sotto scacco a causa di due fattori: i ritardi delle forniture e il rialzo globale del prezzo dell’energia, problemi ammessi dallo stesso ministro delle Finanze Nicola Willis.
L’altro problema neozelandese è strutturale, perché in Nuova Zelanda vi è una proporzione di possessori di automobili fra le più alte al mondo, 815 veicoli ogni 1000 abitanti. Così i trasporti su strada consumano quasi il 40% delle risorse energetiche nazionali. I neozelandesi hanno reagito passando ai trasporti pubblici e segnando il record di utilizzo degli ultimi sette anni.

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